Marco Ahmetovic, il rom condannato per aver investito e ucciso, ubriaco, 4 persone, è il testimonial di una linea di prodotti dal marchio “Linearom“. Ahmetovic ha anche un agente, Alessio Sundas, che dichiara: “Questa è la mia scommessa: fare di un assassino una star“.
La cosa è raccapricciante e ha ovviamente sollevato indignazione e proteste, oltre allo sdegno e alla rabbia dei parenti dei quattro ragazzi uccisi. Ma a farmi riflettere sono state le motivazioni con cui Sundas, il manager, si è giustificato. Lui si dichiara in pace con se stesso perchè - questa è la sua argomentazione - non ha partecipato a nessun crimine e non si sente minimanete responsabile di quello che il suo assistito ha fatto. Lui fa “solo il suo lavoro” di manager, per vendere prodotti che, evidentemente, qualcuno compra.
Ovviamente questa è una situazione estrema, quasi paradossale se non fosse drammaticamente reale. Però invito tutti a una riflessione. Le agenzie di pubblicità che fanno gli spot per i diamanti, sanno tutto quello che può esserci dietro l’estrazione, l’acquisto e il commercio mondiale delle preziose pietre? Se lo sanno, perchè continuano a fare gli spot? Forse anche per loro è ”solo lavoro”… Ancora, le agenzie pubblicitarie che negli anni hanno lavorato con Nestlè, sanno che la stessa è stata ritenuta dall’Unicef una delle principali responsabili delle violazioni del Codice internazionale che regola la somministrazione di latte in polvere (“Ogni giorno 4.000 bambini nel sud del mondo potrebbero essere salvati dalla morte per malattie e denutrizione, se fossero allattati al seno e non con latte in polvere.”)?
Nel caso della Nestlè la responsabilità di quelli che “faccio solo il mio lavoro” è ancora più evidente: è proprio attraverso le strategie di marketing messe a punto da importanti agenzie internazionali che le violazioni sono state commesse, convincendo madri di paesi in via di sviluppo a utilizzare latte in polvere al posto del latte del proprio seno.
Intendiamoci: non voglio assolutamente sminuire il caso Ahmetovic, nè sostenere che il suo spregiudicato manager sia “figlio del suo tempo“. Tutto il contrario. Penso che oguno dovrebbe prendersi la responsabilità morale di quello che fa, anche nel proprio lavoro. Questo caso di cronaca così brutale e senza cuore forse può sollevare un velo anche su altre forme di opportunismo e cinismo con cui conviviamo ogni giorno. Senza che nemmeno ce ne accorgiamo.








9 comments
Comments feed for this article
28 Novembre 2007 a 20:12
il naufrago
Anche i gerarchi nazisti al processo di Norimberga si giustificavano dicendo che “eseguivano gli ordini”. Estremizzazioni a parte, in effetti sono problematiche complesse, la cui soluzione è lontana da venire. Purtroppo.
28 Novembre 2007 a 22:15
mindwork
Quello che più mi infastidisce è proprio che non ci si vuole prendere nessuna resposabilità e chi riesce a “guadagnarci” alla fine è solo chi non ha scrupoli o dignità!
28 Novembre 2007 a 22:43
globali
Mindwork, sono d’accordo con te. Dal mio personalissimo punto di osservazione, quello che vedo è una crescente incapacità di assumersi le proprie responsabilità. Lo so, è un discorso un po’ troppo “in generale”, ma ho la sensazione che sia una tendenza, a tutti i livelli: dal dirigente aziendale che delega non per “traferire potere”, bensì per non dover rispondere delle scelte, al ministro che blocca la fiction e poi dice “ho fatto solo il postino” (la costituzione parla chiaro: ogni provvedimento ha un responsabile, e il responsabile è colui che firma).
Ormai siamo oltre il cattolicesimo: siamo all’autoassoluzione.
28 Novembre 2007 a 22:54
globali
@ il naufrago: il paragone con il nazismo in effetti è forse un po’ troppo, anche se il meccanismo probabilmente è simile. Forse oggi il “bene” e il “male” non sono così chiari da identificare per tutti. Se nel caso del “manager” di Ahmetovic (poco fa in realtà il rom ha smentito un suo coinvolgimento nella cosa accusando il presunto manager di aver utilizzato il suo nome e la sua immagine a sua insaputa) il “male” è evidente, per chi lavora come creativo in un bell’ufficio di new york luminoso e ben arredato, è più complicato autorappresentarsi come “complice” di pratiche discutibili.
28 Novembre 2007 a 23:10
il naufrago
Già. Ma è prorpio questo il fatto grave. Stare in una stanza e premere un bottone è diverso dal vederne gli effetti. Specie se sono un top manager in un ufficio hollywoodiano in cima a un grattacielo. Il fatto che la distinzione tra “male” e “bene” si è sfumata è secondo me una fortuna, un’opportunità che l’uomo del 2000 dovrebbe cominciare a cogliere. Non per giustificare le proprie azioni, ma per valutarle meglio, da diversi punti di vista. Il fatto è che i meccansimi mentali dell’uomo moderno sono non dico uguali, ma estremamente simili a quelli dell’uomo di ieri. In effetti il paragone con il nazismo è in effetti tirato per la giacca, ma rende l’idea, secondo me.
28 Novembre 2007 a 23:33
globali
Sono in parte d’accordo con te. Ci sono delle costanti. Gli psicologi parlano del fenomeno del “disimpegno morale“.
Cito: “Con il termine “disimpegno morale” gli psicologi fanno riferimento a quei meccanismi cognitivi che, operando una scissione tra pensiero ed azione, permettono al soggetto di restare in pace con la propria coscienza anche quando mette in atto condotte che palesemente ne tradiscono i principi (…) [fonte].
29 Novembre 2007 a 23:16
il naufrago
Grazie per la citazione e per il link. Molto interessante e molto gradito.
2 Dicembre 2007 a 22:43
ema
sei sicuro di quello che dici su Ahmetovic? mi sembra che questa notizia sia stata smentita….
3 Dicembre 2007 a 0:59
globali
@ ema: se vedi il mio commento a questo post del 28/11/07 h. 22.54 riporto il fatto che Ahmetovic ha dichiarato di non sapere nulla di questa storia. Il presunto agente, Alessio Sundas, ribadisce di avere in mano i contratti firmati.
Personalmente, però, non mi interessa molto sapere chi ha ragione. Quello che mi interessava focalizzare con questo post era il ruolo di Sundas, più che quello di Ahmetovic. Cioè il ruolo di chi fa un’attività di questo tipo e la trova perfettamente normale, perchè, appunto, “faccio solo il mo lavoro”.
In questi giorno ho poi scoperto che questo Alessio Sundas, vicinoa Forza Italia, ha fondato una lista civica con cui vuole correre alla elezioni amministrative del 2009 alleato del Centro Destra. Questa storia di linearom sembrerebbe più che altro un patetico escamotage per avere un po’ di ribalta.