La Santa Sede ha annullato la visita del Papa alla Sapienza di Roma. E’ bufera nel mondo politico e vaticano: “si vuole zittire la voce al Papa!”.
D’altra parte è evidente a tutti che il Santo Padre non ha diritto di parola in questo paese.
Un Papa che, tuttavia, ha travisato uno degli insegnamenti fondamentali di Cristo: quest’ultimo era una vittima, Ratzinger la fa.








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15 Gennaio 2008 a 23:03
gi0vanni
Bè, va bene, tutto quello che vuoi.
Ma impedire un intervento al Papa (che comunque è una personalità, sticazzi), non puzza un po’ di censura?
In America, l’amatissima America, anche Ahmadinejad ha avuto spazio alla Columbia.
Bah.
16 Gennaio 2008 a 0:05
globali
Sì, però fuori dalla Columbia c’erano quelli che protestavano. Voglio dire: nessuno ha impedito al Papa di intervenire: è stata una sua scelta. Poteva andare e, alla peggio, si beccava qualche fischio, capirai… E mi fa un po’ ridere l’idea che un gruppetto studenti del collettivo sia in grado di zittire il Papa… A me sembra più che altro che il Vaticano abbia voluto sfruttare quest’occasione per creare attorno a sè un po’ di consenso e per isolare chi criticava il Papa. E l’operazione sembra essere perfettamente riuscita! Tuttavia mi sembra una mossa da bassa politica, piuttosto che da alta guida spirituale..
16 Gennaio 2008 a 8:52
emabardo
Secondo me, quando si parla di libertà di espressione, si ha sempre a che fare con una struttura a pendolo: da un lato il diritto di dire la propria opinione; dall’altro, il dovere di non dire delle cazzate. Credo che, se un’università vuole invitare il papa, il pendolo pende dalla parte del dovere, perché nessuno ha il diritto di poter parlare in università. questo “diritto” dipende dall’aver qualcosa da dire di sensato e coerente con l’istituzione. E secondo me il papa, con le recenti esternalizzazioni, era meglio che non fosse invitato.
BUT, ed è un big but, una volta che lo inviti, il pendolo inizia a pendere dalla parte opposta, quella del diritto a dire ciò che uno vuole.
Detto questo, condivido quello che dice globali nell’ultima parte del commento: era una trappola e ci sono finiti dentro. La chiesa italiana e il vaticano hanno ormai rinunciato alla loro vocazione pastorale (che lasciano ai preti di periferia) per darsi al marketing spinto…
16 Gennaio 2008 a 10:13
globali
@ emabardo: hai ragione nel dire che una volta invitato, il Papa si era guadagnato il diritto di dire quello che voleva. Però questo suo diritto non cancella il diritto di studenti e professori – non responsabili dell’invito – a contestare la sua presenza e, magari, fischiarlo.
Leggo oggi su Repubblica che il vero timore delle gerarchie vaticane era che le immagini di un Papa fischiato e contestato nella “sua” Roma facessero il giro del mondo. Allora qui usciamo dalla dialettica democratica perchè si pretende che ci sia un soggetto, protagonista della vita pubblica, che non può essere in alcun modo contestato pubblicamente: questa non è dialettica, è monarchia.
16 Gennaio 2008 a 22:02
logicante
sì, d’accordo, studenti e docenti hanno il diritto di esprimere la propria idea pacificamente. Però si contesta ciò che uno dice, non ciò che si pensa che si possa dire. Ora, ho leggiucchiamo molto velocemente il discorso che voleva pronunciare. E’ a metà strada fra una tesina per un esame di storia (la parte sulle origini dell’università) e di filosofia politica (la parte su Rawls). Robetta, dai…che dimostra per altro il fatto che il Papa è un po’ vecchiotto…
Sul secondo punto che sollevi: beh, certo, sono mica scemi. Sapevano che anche un gruppo sparuto di contestatori avrebbe fatto molto più rumore di una folla festante. E allora perché andare? Per altro anche John Paul II era stato contestato…
Piuttosto, lo scandolo è il rettore della Sapienza indagato…..anche lui perché cristiano, come ha detto la moglie di Mastella? BAh!
16 Gennaio 2008 a 23:02
chiara
Lasciamo perdere le congetture e guardiamo i fatti:
quando ho sentito le motivazioni di chi si è opposto all’invito mi si è raggelato il sangue. Le interviste ai docenti che hanno firmato la protesta parlavano di oscurantismo, di Galileo senza nemmeno avere la più pallida opinione (opinione formata, intendo) su tali argomenti che risultano davvero luoghi comuni svuotati ormai di senso. Non c’è più differenza tra un docente universitario e un Dan Brown. Quello che colpisce è che non esiste più il senso della storia: citazioni che si scambiano per affermazioni, incapacità di contestualizzare etc … Questa è una vera sconfitta per un paese della vecchia europa. Secondo me chiunque avrebbe fatto bene a non andare, non per paura dei fischi, ma perchè l’istituzione della Sapienza è ormai depauperata, scaduta.
17 Gennaio 2008 a 7:48
logicante
fermo restando come dice globali il diritto a contestare in modo civile, ieri sera ho prestato mezzo orecchio alle argomentazioni di alcuni dei docenti, che si erano opposti. Anche io ho avuto l’impressione, che avessero intavolato un dibattito molto sterile nei contenuti.
17 Gennaio 2008 a 19:09
gi0vanni
@emabardo: guarda, la parte sulla libertà di espressione come un pendolo non la condivido affatto. Se la libertà di espressione deve essere tale, rendiamola tale ed assoluta.
PS: Protestare su quanto il Papa “avrebbe potuto dire” è ridicolo. Ahmadinejad è stato contestato mentre parlava, ma almeno il suo discorso lo si è ascoltato prima di parlare.
@chiara: “Non c’è più differenza tra un docente universitario e un Dan Brown” _ sante, santissime parole. I docenti universitari hanno organizzato un’opposizione al papa che sembrava il plot di un sequel del codice da vinci. Molto triste.
17 Gennaio 2008 a 22:26
globali
@ tutti: forse mettiamo l’accento su cose diverse. Io trovo inaccettabile che chi critica il Papa venga automaticamente additato come “violento”, “anti democratico”, “estremista”, “laicista” o simili. Poi, si può essere d’accordo o meno con quelle critiche, si possono condividere o meno i toni.
Ma in questi giorni abbiamo assistito a un incredibile, unanime coro di riprovazione verso quei 67 professori e quegli studenti, che non si è mai visto nemmeno contro il peggior criminale. Tutti, ma proprio tutti, a scagliarsi contro chi ha semplicemente espresso un dissenso. E’ questa unanimità che mi fa impressione.
Infine, anche se mi ripeto: è stato il Papa ad annullare la visita, nessuno gli ha tappato la bocca. E dire, come ho sentito dire, che in Italia c’è un clima “anti cattolico” è talmente surreale…
18 Gennaio 2008 a 7:45
emabardo
@giov
non credo che tu possa dire che devi tenere la prolusione per l’inizio dell’anno accademico perché c’è la libertà di espressione. La tieni se ti invitano. Poi, una volta che sei stato invitato, devi poter dire ciò che vuoi. Più chiaro così?
D’accordissimo sul “leggere, poi criticare”.
@globali
il tuo punto è chiaro. Come tu stesso ripeti spesso, ci sono certe persone che in certi contesti non si possono contestare.
Sull’annullamento: le cose erano chiare. Due mesi fa i 67 docenti hanno espresso la loro opinione in merito all’invito del Papa. Erano una minoranza, ma avevano diritto di parola. Qualche giorno prima dell’evento, repubblica ha tirato in ballo la lettera e un gruppo di studenti hanno protestato nei in cui possono protestare gli studenti. E’ giusto, il papa ha deciso di non andare. Quindi, non c’è stata censura. Sappiamo però che i fatti…