Le spie non sono simpatiche a nessuno. La riprovazione per i delatori è generale. Il Decreto Schifezza, che la Camera tra poco approverà, obbligherà i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio che ne vengano a conoscenza, a denunciare gli immigrati privi di regolare documento. Spero che ci sarà una sommossa degli interessati verso una sorta di “obiezione di coscienza”.

In caso contrario, come simbolica ribellione a questa schifezza indegna propongo di organizzare una rete di contro delazione. La cosa potrebbe funzionare così: quando si viene a sapere di qualcuno che ha denunciato un immigrato irregolare, lo si sputtana pubblicamente, additandolo come INFAME. All’uopo, si potrebbe tappezzare il quartiere dove vive la spia con manifesti riportanti la sua foto, il suo nome, la qualifica di “spia”; si potrebbe far girare la stessa foto sui blog, su facebook, etc. Si tratterebbe, in realtà, di un servizio di pubblica utilità; in questo modo anche i suoi conoscenti italiani potranno farsi due conti: ci si può fidare di uno che è pronto a vendere alla polizia un disperato indifeso e senza tutele? Una persona così sarà mica capace, se ne avrà l’occasione, di “vendere” anche il collega, il conoscente, l’amico? Ovvero, se sei un Giuda è meglio che si sappia.

Insomma, chi di delazione ferisce, di delazione perisca. Che ne dite? Il livello di imbarbarimento raggiunto non merita reazioni più sofisticate.

Concludo citando una norma mostruosa contenuta nel Decreto Schifezza, di cui si è parlato poco: in base al decreto che tra poco verrà approvato, le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli così subito adottabili. Chi di voi ha figli, provi a pensare di trovarsi in quella situazione.

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