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Bossi: “Nelle scuole del Nord troppi professori meridionali”.
Il Pd: “Senza insegnanti del Sud, la nostra scuola chiuderebbe”
 
Ci sono lavori umili e sottopagati che i settentrionali non vogliono più fare…

Riporto integralmente un articolo apparso sul Corriere di oggi. Ogni commento mi sembra superfluo…

12 anni, premio Unicef, aggredita in strada

MILANO - Romena, 12 anni, ha vinto il premio Unicef per le sue doti artistiche. Ma vive in una tenda con la famiglia, e martedì mattina è stata vittima, con il fratello 14enne, di una brutale aggressione. Lo riferisce il Gruppo EveryOne, associazione che si batte per la cooperazione internazionale nel campo dei diritti umani. L’aggressione è avvenuta la mattina del 17 giugno alle 8. A quanto scrive EveryOne la famiglia Covaciu, romena di etnia Rom, già oggetto di continue peregrinazioni per l’Italia a seguito di vessazioni, minacce e sgomberi, stava uscendo dalla tenda in cui da diversi giorni si era stabilita, in un microinsediamento nella zona Giambellino, quando è stata brutalmente aggredita da due italiani di età compresa fra i 35 e i 40 anni.


Rebecca, 12 anni, nota per essersi aggiudicata in Italia il Premio Unicef – Caffè Shakerato 2008 per le sue doti artistiche applicate all’intercultura, e il fratellino Ioni, 14 anni, sono stati prima spintonati e poi picchiati. I genitori, uno dei quali è Stelian Covaciu, pastore della Chiesa Pentecostale, che assieme al fratello maggiore di Rebecca erano accorsi per difendere i figli, sono stati ricoperti di insulti razzisti, minacciati, indotti a lasciare immediatamente l’Italia e subito dopo percossi. I Covaciu a quel punto sono fuggiti verso la stazione di San Cristoforo, in piazza Tirana, e accorgendosi di essere ancora seguiti hanno chiesto aiuto ai passanti.
Nessuno è intervenuto. Mentre la famiglia si stava avviando verso il parco antistante la stazione, la signora Covaciu, cardiopatica, è stata colta da un malore. Stellian Covaciu ha a quel punto contattato telefonicamente Roberto Malini del Gruppo EveryOne, che ha dato l’allarme facendo inviare sul posto una volante della Squadra Mobile di Milano e un’ambulanza. All’arrivo della Polizia, gli aggressori si sono dileguati. Prima ancora dell’aggressione, l’Unicef aveva manifestato indignazione per la vicenda della piccola Rebecca, simbolo di un’infanzia senza diritti. Il Gruppo EveryOne era in procinto di organizzare un ritorno della famiglia in Romania per sottrarla all’ostilità che colpisce i Rom a Milano.

Avete notato? Bruciano i campi rom con donne e bambini all’interno costretti a scappare dalle fiamme e dalle spranghe e ti spiegano che non è razzismo, tutt’al più un po’ di camorristi.

Al Pigneto, a Roma, devastano tre negozi gestiti da stranieri, e ti dicono che non è razzismo, tutt’al più uno che cercava di riprendersi il suo portafogli (ma allora che ci faceva la banda di ragazzotti con le facce coperte e le mazze di legno?).

Si lanciano alla gola di un ballerino albanese al grido di “albanese di merda ti risbattiamo al tuo paese” e ti spiegano che non è razzismo, era… boh… era tutt’al più qualcos’altro, noi siamo un popolo accogliente.

A Milano, notizia di oggi, bambini italiani di una scuola media da giorni tendono agguati ai loro compagni rom che faticosamente stanno cercando di integrarsi, al grido di “Schifosi, tornatevene a casa”, e qualcuno domani ci verrà a dire che non è razzismo, tutt’al più un episodio di bullismo, e intanto quei bambini rom terrorizzati non rimetteranno più piede in una scuola.

A Verona, dei neonazisti famosi per aggredire stranieri e gente a loro avviso vestita “in un certo modo” uccidono a botte un ragazzo e ti dicono che non c’è matrice politica, tutt’al più perdita di valori.

Ancora a Milano, dei vigili urbani travestiti da Iron Man fanno retate sui filobus mettendo allineati faccia al muro tutti gli stranieri senza documenti e caricandoli poi su un altro filobus da guerra con le grate ai finestrini, e ti dicono che tutt’al più sono normali controlli dell’Atm contro chi non paga il biglietto.

Infine vedi Alfano e ti sembra un Forrest Gump analfabeta che ha imparato a memoria (male) una lezione di diritto impartitagli da Borghezio, e ti dicono che tutt’al più è un ministro della giustizia.

Sapete dove il governo ha trovato i fondi per il taglio dell’Ici? Da tante parti, ma soprattutto dal fondo istituito dal governo Prodi, per le donne vittime di violenza.

Il governo della “tolleranza zero” e dell’”emergenza sicurezza” ha stabilito che l’aiuto, il sostegno e la prevenzione contro uno dei reati più terribili e diffusi non sono poi così importanti…

Vespa dovrebbe farci una puntata di Porta a Porta… secondo voi lo farà?

Il Papa: “Gioia per il clima politico”
[...] Benedetto XVI ha [...] espresso «una particolare gioia» per i segnali di «un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo» tra le forze politiche italiane, e le istituzioni, «in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione». Il Pontefice ne ha parlato intervenendo all’Assemblea della Conferenza episcopale italiana, in corso in Vaticano. «Ciò che conforta - ha aggiunto - è che tale percezione sembra allargarsi al sentire popolare, al territorio e alle categorie sociali.
(dal Corriere della Sera online, 29 maggio)

Intanto, negli stessi giorni…

Il giorno che anche l’ultimo rumeno venne cacciato a forza dai nostri confini e che l’ultimo arabo venne rimesso su una carretta del mare diretta in Libia, l’insoddisfazione e la paura continuava a serpeggiare tra il popolo italiano. Popolo accogliente e capace di integrare, purché ognuno rispetti le regole e, possibilmente, se ne stia a casa sua. Insoddisfazione e paura, dicevamo, ma anche rabbia e frustrazione per come ormai interi reparti di enti pubblici e aziende private erano finiti nelle mani di lavoratori omosessuali.

La gente era ormai stanca di vedere queste persone - che senza vergogna ostentavano le loro discutibili preferenze sessuali - fare carriera molto più velocemente dei normali cittadini che pagano le tasse e si accoppiano con una persona di sesso opposto. Stanchi e frustrati di vedere interi uffici di invertiti ottenere bonus aziendali e incentivi solo perché si vestono meglio, sono più attenti all’immagine e al modo di porsi, pettinarsi, combinare i colori dell’abbigliamento.

E mentre questa ondata di rancore omofobo montava inarrestabile, la sinistra si è fatta trovare per troppo tempo impreparata: è ormai  giunto il tempo di prendere atto dell’insoddisfazione di tanti italiani per bene che trovano ormai intollerabili questi favoritismi nei confronti dei gay e le loro continue prevaricazioni.

Dopo che la scorsa notte militanti di Forza Nuova, alla guida di un intero quartiere di padri di famiglia esasperati, hanno dato alle fiamme alcuni circoli gay nella capitale, qualche voce isolata nel Partito Democratico ancora aveva la forza di difendere gli invertiti, non capendo che proprio il lassismo della sinistra e i suoi occhi chiusi difronte alle tante prevaricazioni che gli eterosessuali avevano subito negli ultimi anni da parte dei gay avevano contribuito ad alimentare questo clima di odio e di insofferenza. Sia chiaro che le violenze sono sempre da respingere da qualunque parte esse provengano: che siano assalti premeditati e feroci contro simboli del movimento gay o variopinti e volgari cortei in cui ostentare i propri attributi.

Certo, non tutti gli omosessuali sono raccomandati e godono di privilegi sul posto di lavoro, ma è pur vero che tutti quelli con le macchine aziendali più belle, i ticket restaurant di valore più elevato e i vestiti meglio stirati sono gay.

E’ per questa ragione che, finalmente, prendiamo atto che la decisione del Pd di astenersi sul decreto legge che impedisce agli omosessuali di ricevere premi aziendali e di ricoprire incarichi direttivi nelle aziende pubbliche va nella direzione di una nuova presa di contatto con la realtà, che possa rimettere il centrosinistra in sintonia con il Paese. 

Forse, ora il Pd sarà pronto a confrontarsi con serenità e spirito costruttivo anche sul prossimo nodo da sciogliere con estrema urgenza: il problema dei valdesi, che da troppo tempo ormai dirottano impunemente risorse ingenti ai danni delle tante famiglie cattoliche che lavorano onestamente.

 

Con Brunetta che dice, a proposito degli statali, “colpirne uno per educarne cento”. Con Maroni che vuole arrestare tutti i clandestini e La Russa che propone di usare a tal fine anche l’esercito. Con Schifani che querela Travaglio per aver raccontato dei fatti della sua vita talmente vergognosi che il solo raccontarli rappresenta, evidentemente, un’offesa. Con Tremonti che dice che non c’è nessun tesoretto, salvo utilizzarlo per eliminare l’Ici.

Nei confronti di questa bella banda di lord e bravi ragazzi il Pd si appresta a fare una opposizione “costruttiva”. Inizia a passare il refrain del “sono stati votati, ora vediamo cosa sono capaci di fare” (ma vi ricordate durante i mesi del governo Prodi cosa diceva del governo l’allora opposizione?). E per far vedere quanto sono costruttivi, davanti a un Travaglio che cita fatti piuttosto sconcertanti sul presidente del Senato, invece di chiedere conto a quest’ultimo, si legittima una futura epurazione dello stesso dalle reti televisive nazionali.

La Brigate Rozze hanno dei nuovi fiancheggiatori: le Brigate Ombra.

La dimensione del disastro elettorale è talmente grande che è difficile decidere da dove cominicare. Forse dal “narcisismo” e dall’ “ambizione” che Nando dalla Chiesa identifica tra i “démoni della sinistra” nel suo post odierno.
 
Per curiosità - e per farmi un po’ del male - sono andato a rileggere alcuni articoli di cronaca politica risalenti a poco più di quattro mesi fa. Era la metà del dicembre 2007. Berlusconi sembrava politicamente finito. Fini e Casini gli si erano rivoltati contro e stavano lavorando a una intesa An-Udc. Fini definiva Berlusconi “un pagliaccio” e Berlusconi definiva la sua stessa coalizione un “ectoplasma”.
Negli stessi giorni, tuttavia, Nicola Latorre (pezzo grosso del Pd) rilasciava un’intervista in cui dichiarava perentorio: “nessuno discuta più: con il Cavaliere si tratta”. Era l’inizio della fine…
 
Oggi ci ritroviamo nella situazione che conosciamo, grazie anche alla tanto vituperata legge elettorale di Calderoli (vi ricordate? “Con questa legge non è possibile alcuna maggioranza!”, “Questa legge non garantisce la governabilità!”… andate a vedere i senatori di vantaggio su cui oggi può contare la destra e rabbrividite…).
 
E pensare che proprio sulla riforma di questa legge elettorale si è innestata la crisi del governo Prodi: la scelta suicida del Pd di trattare con Berlusconi una legge elettorale che facesse fuori i piccoli partiti (tra parentesi, che bisogno c’era di una nuova legge elettorale dato che quella attuale ha svolto egregiamente questo compito?) ha certamente contribuito all’instabilità della coalizione di centro sinistra fino a spingere Mastella a rompere. Altro che “sinistra radicale irresponsabile”…
 
In più, anche se confesso di aver pensato per un certo periodo che la campagna elettorale di Veltroni fosse efficace, mi sono reso conto che passare due mesi a sparare a zero contro il governo Prodi di cui il tuo partito è stato il maggior “azionista” è una strategia quanto meno bizzarra. Ancora una volta la sinistra italiana si è dimostrata succube rispetto al “rumore di fondo” diffuso dai mass media, che davano il governo Prodi in crisi di credibilità (”il peggior governo della storia repubblicana”… figurarsi…). Invece di contrastare questa tendenza rivendicando il lavoro fatto, il Pd, fin da prima della campagna elettorale, ha rincorso e accarezzato questo scontento, illudendosi di incassare qualche dividendo in termini di consenso.
 
Il problema dell’Italia di oggi è che non esiste più una classe dirigente capace di interpretare il bisogno di giustizia sociale, di difesa e di espansione dei diritti. La sconfitta è più che culturale: è psicologica, cognitiva. I leader del centro sinistra non sono più nemmeno in grado di “pensare” cose di sinistra. Pensano cose di destra. E chi, nelle tantissime realtà sociali presenti nella “società civile” ancora pensa e mette in pratica cose di sinistra non ha più le parole o la voce per esprimerle.
 
Quando la sinistra parla di immigrazione, dice cose tipo “gli immigrati ci fanno comodo, fanno i lavori che noi non vogliamo più fare”; oppure “i nostri imprenditori hanno bisogno di manodopera a basso costo”. Cosa c’è di più razzista? Questo quando non si invocano addirittura espulsioni di massa e rastrellamenti dei campi rom. Sembra paradossale, ma una volta ho sentito Rosy Mauro, la sindacalista della Lega, dire che gli immigrati che vengono a lavorare in Italia dovrebbero avere gli stessi diritti e gli stessi stipendi dei lavoratori italiani… Ancora, quando la Moratti a Milano ha deliberato che i figli dei clandestini non hanno accesso agli asili nido, avremmo dovuto fare le barricate con lo slogan “non toccare i bambini“: cosa c’è di più immediato, sacrosanto e comprensibile, persino in una città ostile come Milano?
 
Si è persa per strada l’idea di fondo, quella che secondo me distingue la sinistra dalla destra. La sinistra è tale quando propone un allargamento dei diritti. La “nostra” destra invece, spaccia diritti per privilegi e si adopera attivamente per restringere i primi e affermare i secondi.
Ora, come dicono tutti, bisognerebbe “tornare tra la gente”. Lo dico anche in modo autocritico, dato che da anni non partecipo a una riunione di un comitato, non faccio più un volantinaggio o cose del genere. Ma tornare tra la gente ha un senso se si ha chiara in testa una visione di società. Tornare tra la gente non per seguire l’onda (tanti complimenti alla Lega, ma è facile raccogliere consensi assecondando gli istinti più beceri ed egoistici), ma per capire un po’ di più chi sono i nostri vicini, chi è e cosa pensa la gente che ci vive accanto, e quindi, soprattutto, iniziare un’opera di capillare diffusione di un nuovo senso comune, da far sedimentare con pazienza, giorno dopo giorno, lotta dopo lotta. 
 
Perchè se due gay si potessero sposare, sarebbe un’occasione in più per fare una festa, senza che nessuno ci rimetta. Perchè se le nostre strade sono insicure, sarebbe più divertente ripopolarle con concerti e mercatini piuttosto che vedere padani incazzati con i bastoni. Perchè se gli affitti sono alle stelle, bisognerebbe calmierare i prezzi come si fa con i farmaci, piuttosto che escludere i non-lombardi dalle graduatorie per le case popolari. Perchè se un’azienda assume un lavoratore precario, deve monetizzare - con uno stipendio più alto - il vantaggio di poterlo licenziare quando vuole.
 
Ma la premessa di tutto è ritrovarsi attorno a valori forti, di cui non vergognarsi, da sbandierare e difendere in ogni discussione al bar, in ufficio, nel luogo di lavoro. Da rivendicare con orgoglio e fermezza. Recuperando, magari, anche quello sguardo globale che, nel luglio 2001, fece sì che le mobilitazioni per il G8 di Genova portassero sulle prime pagine dei giornali i temi della redistribuzione delle richezze nel mondo, della possibilità di modelli di sviluppo più giusti e sostenibili.
 
La dimensione del disastro è talmente profonda che, quanto meno, apre un sacco di spazio per agire. Ora che nel Pd alcuni invocano l’alleanza con l’Udc di Cuffaro, alla sinistra del partito di Veltroni si sta aprendo una voragine di opportunità. L’opacità e la mancanza di identità del Pd aprono un’autostrada per chiunque sia in grado di proporre un’idea di sinistra concentrata sui bisogni e sui sogni, sulla rabbia e sulla voglia di sperare di tanta gente.

Apprendo con un certo sconcerto che le suore cattoliche, a differenza dei preti, non percepiscono alcuno stipendio dalla Santa Sede. Ora io mi chiedo: se il Vaticano si permette di mettere il becco nelle nostre leggi, perchè non cominciamo a fare altrettanto? Perchè non promuovere una petizione per l’abolizione della schiavitù femminile nello Stato del Vaticano? Dove si nascondono i difensori delle libertà occidentali quando c’è da portare un po’ di diritti e civiltà non in qualche paese del medio oriente, ma sull’altra sponda del Tevere?

Stile 1 - Silvio Berlusconi è stato assolto per l’ennesima volta in uno dei tanti processi ad orologeria celebrati contro di lui.

Stile 2 - Si è concluso con un’assoluzione piena il processo Sme contro Silvio Berlusconi.

Stile 3 - Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo Sme perchè il fatto contestato non costituisce reato.

Stile 4 - Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo Sme perchè il fatto contestato non costituisce più reato.

Stile 5 - Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di falso in bilancio. Tale reato è stato depenalizzato nel 2002.

Stile 6 - Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di falso in bilancio. Tale reato è stato depenalizzato nel 2002 dal governo di centrodestra.

Stile 7 - Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di falso in bilancio. Tale reato è stato depenalizzato nel 2002 dal governo Berlusconi. 

Stile 8 - Dopo essere stato indagato per falso in bilancio, Berlusconi, in qualità di capo del governo, fece approvare una legge per depenalizzare tale reato. In virtù di quella decisione presa dal premier Berlusconi, oggi il tribunale di Milano ha stabilito che l’imputato Berlusconi non è più condannabile.

Mi gettano nello sconforto le dichiarazioni di questi giorni di alcuni esponenti del centro sinistra, del Pd in particolare. Quando sento dire che “serve un governo istituzionale per fare la nuova legge elettorale” mi chiedo: ma è davvero la cosa più urgente? La risposta, ovviamente, è “no”. Perchè la cosa davvero urgente sarebbe un’altra: la legge sul conflitto di interessi e sul sistema radiotelevisivo.

Per l’ennesima volta il centro sinistra al governo non è stato in grado di farla. E per l’ennesima volta andremo alle elezioni non tanto con una legge elettorale pessima, quanto con un candidato alla presidenza del consiglio proprietario di mezzo sistema televisivo nazionale e con notevoli infiltrazioni nell’altra metà, come le cronache dei mesi scorsi ci hanno raccontato.

Quello che servirebbe, quindi, è un governo con un solo punto in programma, IL punto di programma per cui moltissime persone hanno votato l’Unione nel 2006: risolvere il conflitto di interessi.

Il fatto che a 14 anni dalla entrata in politica (anzi “discesa”, come la chiama lui) di Silvio Berlusconi chiedere di risolvere questo problema suoni pura provocazione e ipotesi di accademia è l’indice di come ci siamo ridotti.

In questo paese, infatti, ci sono solo due entità che non vogliono ammettere quanto sia urgente risolvere il conflitto di intressi: Berlusconi e i dirigenti del centro sinistra.

Aggiornamento sulla questione Moratti/asili nido di Milano di cui ho scritto qualche post fa. Il Ministro Fioroni ha avviato la procedura di revoca della parità agli asili di Milano. Questo vuol dire stop ai fondi statali e, per i supplenti, metà del punteggio per le graduatorie. Il motivo della revoca sta nel fatto che il Comune di Milano, negando l’iscrizione all’asilo nido ai figli di immigrati senza permesso di soggiorno o morosi, applica un regolamento discriminatorio che in un colpo solo viola:

  • la convenzione internazionale sui diritti dell’uomo (”ogni individuo ha diritto all’istruzione”);
  • la convenzione internazionale sui diritti del fanciullo;
  • una recente risoluzione del Parlamento Europeo.

La reazione del centrodestra al provvedimento del ministro attinge a piene mani dal repertorio da “guerra tra poveri”: “I figli degli italiani, che secondo i dati Istat vivono ai limiti della soglia della sopravvivenza, devono lasciare il posto ai figli dei clandestini”, commenta Jole Santelli di Forza Italia. E la diretta interessata, la sindaca Moratti: “«La cosa grave è che il ministro ci chiede di discriminare i bambini milanesi e quelli figli di immigrati regolari a favore dei figli degli immigrati irregolari». Mettono bambini contro bambini, in un esercizio di cinismo e crudeltà che ha dell’incredibile, per di più facendo ricadere sui bambini le responsabilità dei padri.

Comunque, se il criterio è che chi non è in regola non ha servizi, suggerisco alla Moratti e a De Corato di emanare una nuova circolare: ”si sospende l’erogazione di servizi pubblici di qualsiasi tipo agli evasori fiscali e ai loro figli”.

Scommetto che perderebbero di colpo l’80% dei loro voti.

Gli immigrati, invece - specie se hanno tre anni e i denti da latte - non possono votare: facile fare la voce grossa…

Dunque. Abbiamo un Papa che fa le adunate di piazza, spalleggiato da Ruini e Bagnasco che attaccano frontalmente il governo italiano. Abbiamo un presidente della Regione Sicilia, Cuffaro, condannato a 5 anni in primo grado per aver favorito dei mafiosi che festeggia e riceve i complimenti da Berlusconi e Casini. Abbiamo un ex ministro della Giustizia, Mastella, indagato per fatti di una certa rilevanza che decide, in virtù della sua condizione di indagato, di far cadere un governo. Poi abbiamo un ex presidente del consiglio, Berlusconi, accusato di aver piazzato attrici e attricette in cambio di voti in Senato. Ancora, abbiamo una tv pubblica gestita da manager e direttori che concordano palinsesti e notizie con l’azienda privata concorrente (di proprietà del capo dell’opposizione).

Questo il quadro dentro cui andrà in scena la crisi di governo di un paese sfigurato, con un uomo politico, Romano Prodi, che verrà con ogni probabilità macellato e fatto a pezzi da riformisti, piduisti, mafiosi, massoni, opportunisti, clerical papisti proprio nel momento in cui, per la prima volta nella storia italiana, un governo stava conducendo una battaglia seria contro evasori fiscali, Cosa Nostra, speculatori finanziari.

E così, quando il Senato negherà la fiducia al governo Prodi, già vedo nella mia testa l’immagine di commercialisti fraudolenti stappare bottiglie insieme ai loro clienti arricchitisi sulle spalle nostre, capi cosca mangiarsi un cannolo, Dini domandarsi com’è essersela presa nel culo, direttori di rete-papponi festeggiare stuprando future vallette e cardinali scaldare impacchi di prezzemolo…

Nel giorno del Papa Day,  mi autotolgo la parola e la dò a Barbara Spinelli, che sulla Stampa di oggi ha scritto questo articolo:

L’imprudenza politica della Chiesa. 

È probabile che Camillo Ruini, che per molti anni ha presieduto la Conferenza episcopale italiana e ancora influenza la Chiesa nella sua qualità di vicario di Roma, gioirà di quello che oggi potrebbe accadere nella capitale: una moltitudine di cittadini romani e italiani, da lui incitata e inebriata, accorrerà sicuramente all’Angelus, in piazza San Pietro, per ascoltare il Papa e denunciare la persecuzione di cui sarebbe stato vittima. Persecuzione che lo avrebbe indotto a non pronunciare più nell’aula universitaria la prolusione che gli era stata - senza seria preparazione - affidata. Il brutto episodio finirà col trasformarsi in una giornata gloriosa per la Chiesa, questo il giudizio cui sembra esser giunto il cardinale, e il male ancora una volta si muterà provvidenzialmente in bene. Lui stesso s’è espresso in questo modo, venerdì alla televisione, ripetendo quanto già detto il 4 novembre a Aldo Cazzullo sul Corriere. La Chiesa (tali furono le sue parole) è attaccata quando vince: «Constato che quando l’impegno non è coronato da successo, quando la Chiesa “perde”, tutto fila liscio».

Il rifiuto che numerosi scienziati e un gruppo di studenti hanno opposto al Pontefice, la ritirata strategica del Santo Padre: tutto questo non è, per una parte della gerarchia, un episodio increscioso, o come ha detto sull’Avvenire Souad Sbai, in nome dell’Islam italiano anti-integralista, un «giorno di tristezza».

Forse non è del tutto increscioso neppure per il Papa. Al giornalista Rai che l’interrogava, Ruini ha detto: «I rapporti tra Stato italiano e Chiesa possono migliorare, grazie a episodi come questo».

E ha sorriso sibillino, come si rallegrano quei militanti apocalittici che provocano tenebre e caos pensando che solo a queste condizioni rinasca la luce, che incitano a sfasciare (nel linguaggio brigatista si diceva «disarticolare») per generare palingenesi prerivoluzionarie. La sovversione ha in genere queste proprietà, avverse al filar liscio dei rapporti. Non a caso il sorriso di Ruini si accentua sino a tingersi di scherno, quando respinge l’accusa d’ingerenza nell’agenda politica e chiede - provocatoriamente, accendendo sorrisi complici nel giornalista - se ci sia oggi «qualcuno in Italia, capace di dettare agende politiche». Esiste insomma un modo di raccontare l’episodio della Sapienza, che deforma ogni cosa. Si falsifica quel che accade, si comprime il tempo che viviamo schiacciandolo tutto sul presente e togliendogli ogni profondità. Ci si racconta la storia di una Chiesa perseguitata, prendendo in prestito il linguaggio dell’esperienza ebraica; si denuncia e si irride la stasi della politica. In questo Ruini ha comportamenti sovversivi che singolarmente lo apparentano alla figura di Berlusconi.

Ma è un sovversivo che miete successi, e sono questi ultimi che conviene analizzare. Non è un successo religioso, perché l’indebolirsi delle fedi non si argina riempiendo piazze. Non è neppure in questione la libertà della religione cattolica, perché in Italia essa è garantita e ha un’estensione enorme. Nessuno l’ostacola, tanto meno la censura: se la fede è debole, quando è debole, lo è per cause spirituali o pastorali e non per cause esterne, di potere politico. Solo in Italia questa realtà è obnubilata. È sottratta allo sguardo dei cittadini anche dai commentatori che dovrebbero sapere e che sanno, senza però sentirsi in dovere di aiutare i fedeli a emettere giudizi adulti perché informati. Read the rest of this entry »

L’Italia è diventata un posto inospitale per il successore di Pietro. Dopo i drammatici eventi della Sapienza, la Santa Sede sta già mettendo a punto i preparativi per la fuga di Benedetto XVI. Il Santo Padre, infatti, vive ormai braccato dalle squadracce universitarie rosse. Le ronde gay pattugliano le strade di Roma e, appena avvistano un tonaca, scatenano furibonde cacce all’uomo. Le volontarie del gruppo abortista hanno occupato ospedali, consultori e cliniche obbligando povere madri cattoliche a sottoporsi a odiosi test prenatale. Secondo alcune fonti, molte donne sarebbero state addirittura costrette a partorire con l’epidurale.

Monsignor Bertone, in un drammatico comunicato trasmesso attraverso le onde in bassa frequenza di Radio Maria, ha lanciato un disperato appello ai giusti e a gli uomini di buona volontà per fermare questa furia di cieco laicismo. Lui, insieme alle massime gerarchie ecclesiastiche, è rifugiato in un luogo segreto: ma per quanto ancora potranno resistere? La polizia politica dei Radicali, attraverso una capillare opera di intelligence, sta rapidamente arrivando a scoprire il nascondiglio, dove si troverebbe anche il Santo Padre: il Generale Pannella è ormai convinto di essere a un passo dall’obiettivo.

La brigata “Grillini”  - che riunisce i collettivi delle coppie di fatto - sta bloccando tutte le principali vie di comunicazione attorno alla Città del Vaticano. Coadiuvati dalle coppie che non hanno potuto avere figli a causa alla legge 40, hanno intenzione di  stringere d’assedio il piccolo stato fino alla resa incondizionata del Papa. Le scorte di ostie si stanno rapidamente esaurendo, mentre il vino dell’eucarestia se l’è scolato tutto Gianni Budget Bozzo.

Il Cardinal Ruini, in un estremo tentativo di resistenza, ha incaricato Giuliano Ferrara di mettere a punto la strategia difensiva contando sulla sua proverbiale intelligenza: l’alto prelato si è accorto proprio nel momento peggiore che l’ingombrante giornalista è stato sempre molto sopravvalutato.

Tutto sembra quindi perduto. Come un gregge che si ribella al proprio pastore, gli italiani si agitano come pecore perdute allontandosi dal sentiero diritto della Fede.

Quanto durerà la notte?

“Filiale e totale vicinanza al proprio vescovo, il Papa” è stata espressa dal cardinale Camillo Ruini a nome della diocesi di Roma “in questa circostanza, che colpisce tanto dolorosamente tutta la nostra città”. Ruini invita “tutti i fedeli ma anche tutti i romani a manifestare questi sentimenti” partecipando domenica prossima in Piazza San Pietro alla recita dell’Angelus. (da repubblica.it, 16/01/08 h.  10.54)

“Anche per dimostrare il loro affetto al Presidente Berlusconi, più di 5000 Azzurri saliranno sabato prossimo 2 dicembre sugli oltre 100 pullman organizzati dal Coordinamento regionale di Forza Italia dell’Emilia Romagna per partecipare, a Roma, alla manifestazione contro la finanziaria del Governo Prodi.  [...] Sono tantissimi i cittadini che in queste ore hanno chiamato per avere informazioni sul leader della Casa delle Libertà e per inviargli gli auguri”. (Forza Italia E-R News,  n. 122, 28/11/2006, due giorni dopo il malore che ha colto Berlusconi a Montecatini)

Poi, tutti a Ceppaloni per stringerci attorno ai Mastella.

Quante volte si sente dire da cittadini scontenti e incazzati una frase di questo tenore: “Con tutte le tasse che paghiamo! e loro lì a mangiare con i nostri soldi!”. L’obiettivo dell’incazzatura sono di solito i politici, ma possono essere anche: autisti di mezzi pubblici, dipendenti delle poste, calciatori della nazionale, giornalisti, netturbini napoletani, cittadini immigrati e - lo abbiamo visto a Milano - financo i loro bambini negli asili nido comunali (giuro che ho sentito alla radio una sciura milanese che inveiva contro i figli di clandestini che rubano la tasse che lei paga: stava parlando di bambini di 3/4 anni…).

Oggi però leggo su Repubblica che i controlli della Guardia di Finanza dal novembre 2006 a fine 2007 hanno accertato che 7 negozi su 10 non emettono scontrino fiscale. Sette (7) su dieci (10)!!! E questi sono solo i commercianti. A giudicare dai vari tesoretti che il governo sta accumulando con la lotta all’evasione, non sembra che il vizietto dell’evasione fiscale sia una prerogativa degli esercenti. Evasori piagnoni che in più si lamentano continuamente di pagare troppe tasse. Evasori, piagnoni e pezzenti.

Quindi, la prossima volta che sentite dire a qualcuno la frase “e io pago!”, non prendetelo troppo sul serio.

Anzi: sette su dieci siete voi che state pagando qualcosa per lui…

Uno scapolone d’oro senza figli che va in giro praticamente in gonna, oggi ha pronunciato la seguente frase: “La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d’amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce il luogo primario dell’umanizzazione della persona e della società, la culla della vita e dell’amore”.

Non avendo egli avuto il piacere di sposarsi nè di procreare, verrebbe da pensare che lui stesso ritenga la sua persona “non umanizzata“.

Poverino, chissà quanto soffre…

Dopo l’appello per la fecondazione della Binetti, saremo costretti a trovare una donna al Papa?

Mentre a Napoli “civiltà l’è morta” sulla questione rifiuti, a Milano si sta combattendo una battaglia altrettanto incivile sulla pelle dei bambini. C’è un principio sacrosanto in questo paese: qualsiasi bambino viva in Italia ha diritto a essere istruito e curato. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha deciso che di questo principio se ne frega. Con una circolare emanata poco prima di Natale, il Comune di Milano ha infatti deciso di escludere da tale diritto i figli di cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno.

La decisione è talmente crudele, subdola e vigliacca che non credo ci sia bisogno di commentare oltre. Per fortuna oggi, sia il direttore scolastico per la Lombardia che il Ministro della Pubblica Istruzione hanno intimato alla Moratti di applicare la legge italiana che impone di garantire a chiunque il diritto all’istruzione, altrimenti lo Stato sospenderà i finanziamenti alle scuole comunalil. Su tale materia, tra l’altro, esistono anche direttive molto stringenti dell’Unione Europea.

La prossima mossa della Moratti potrebbe essere, dopo l’Ecopass, quella di creare uno “Scuolapass“: non hai il permesso di soggiorno ma vuoi che ai tuoi figli sia riconosciuto uno dei diritti fondamentali dell’uomo? Paga un apposito ticket e iscrivilo a scuola! Niente razzismo, solo libero mercato e disumanità.

Dopo il successo conseguito dall’Italia all’Onu sulla pena di morte,  Giuliano Ferrara dalle colonne del Il Foglio ha lanciato la proposta di una moratoria universale dell’aborto, subito accolta con entusiasmo dai teocon nostrani e dal terrificante cardinal Ruini. Da queste colonne Globali rilancia, proponendo la moratoria universale dell’ovulazione.

E’ sconcertante infatti dover constatare che, nell’indifferenza di istituzioni e governi, ogni mese miliardi di ovuli vengano distrutti per sempre, dispersi nel flusso mestruale. Quanti miliardi di vite si potrebbero salvare fermando questa assurda strage? Quante cellule uovo potrebbero far nascere nuovi bambini se solo si permettese loro di incontrarsi con un’entusiasta pattuglia di baldi spermatozoi?

Per questa ragione Globali ritiene che tutte le donne che hanno fatto voto di castità siano personalmente responsabili della morte di miliardi di potenziali esseri umani in quanto hanno volontariamente precluso ai loro preziosi ovociti la sacra unione con l’altra metà cromosomica. Perchè privare l’ovulo della speranza di una vita migliore? Perchè condannarlo a un crudele rafting ematico? Perchè togliere a migliaia e migliaia di ovuli l’immensa gioia di incontrare il proprio gamete del cuore e generare con lui una nuova vita? Perchè questo mensile sterminio?

Ci appelliamo in primo luogo alla senatrice Paola Binetti, strenuo difensore della vita, ma purtroppo (proprio lei!!!) tra coloro che, praticando una castità contro natura, sono responsabili di questo insensato massacro.

Senatrice Binetti, in nome dei valori della vita a lei tanto cari noi la supplichiamo: difenda la vita con i fatti e non solo a parole, si faccia fecondare!

Clamorosa scoperta della comunità scientifica mondiale. Proprio a pochi giorni di distanza dalla polemica sull’omosessualità,  che alcuni cattolici come Paola Binetti considerano una “malattia” da cui si può guarire grazie all’intervento di psicologi e psichiatri cattolici, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noti i risultati di una ricerca destinata a cambiare radicalmente alcuni pregiudizi sedimentati da secoli.

Il Professor Alexander Carrel, a capo dell’equipe dell’Università dell’Ontario, sarebbe infatti giunto alla conclusione che il cattolicesimo oltranzista sia in realtà una variante del virus Herpes zoster. Il virus, che ha la capacità di infiammare i nervi, indurrebbe nel soggetto colpito - è questa la scoperta - reazioni simili a quelle prodotte dalle comuni sostanze allucinogene. I malati di “cattolicesimo oltranzista” iniziano infatti ad avere visioni e deliri facilmente diagnosticabili e, se riconosciuti in tempo, curabili.

Ecco come capire se un vostro caro, parente o amico è affetto da cattolicesimo oltranzista:

  • crede che esista un signore con una tunica bianca che abita in un lussuoso palazzo a Roma in grado di comunicare direttamente con Dio e interpretarne la volontà;
  • prova piacere attraverso pratiche masochistiche che prevedono l’uso del cilicio;
  • si sente in diritto di imporre ai suoi simili il proprio modo di vivere;
  • pensa che i veri malati siano i gay (classico esempio di rimozione e trasferimento del proprio problema);

La lobby dell’Opus Dei era riuscita, fino ad oggi, a tenere nascosti i risultati di questo sconvolgente studio. Oggi, grazie all’opera di coraggiosi ricercatori e alla tenacia del Professor Carrel, la verità è finalmente emersa.

Il messaggio importante da dare a tutti i cattolici oltranzisti è che si può guarire. Date una chance alla speranza. Il ministero della salute sta creando delle task force di psichiatri, psicologi e virologhi in grado di curare i casi più comuni di oltranzismo cattolico.

Se credete di riscontrare alcuni dei sintomi sopra elencati in qualche conoscente, scegliete di aiutarlo! Non abbandonatelo: ora esiste una cura! Sono già tantissimi i casi di cattolici oltranzisti che, anche se non guariti completamente, hanno imparato a convivere in modo civile in mezzo agli altri, socializzare e rispettare i modi di vita altrui.

Sembra folle, ma nel 2007 promuovere l’uso del preservativo è ancora (o di nuovo?) difficile. Non solo in Italia.

Mi ricollego a un post di qualche settimana fa scritto alla vigilia dell’imponente manifestazione delle donne tenutasi a Roma. Lo faccio per citare alcuni dati resi noti dall’Istat secondo i quali in Italia il 90% degli stupri è commesso da italiani che, nel 69% dei casi, sono poi mariti, partner, fidanzati.

La risposta alla terribile vicenda della violenza e dell’uccisione della signora Giovanna Reggiani a Roma ad opera di un cittadino rumeno è stato un provvedimento di urgenza che permette di espellere cittadini comunitari. Mi chiedo come mai difronte a questi dati i tantissimi, a destra come a sinistra, che invocano “legge e ordine” se ne stiano zitti, indifferenti, immobili.

Io non ho capito. Non sono riuscito a capire. Ho letto un po’ di giornali on line per trovare una spiegazione, ma non sono stati molto utili. Quello che ho capito (ma è talmente assurdo che non può essere vero) è che nel voto di stasera al Senato, la senatrice Binetti, teodem del Pd, ha votato contro la fiducia al governo (la fiducia!) perchè contraria a una norma “anti-omofobia” (??!??).

Da come i giornali hanno spiegato la cosa, arriverei a una conclusione sconcertante: devo cioè dedurre che la Binetti è “pro-omofobia“?

E poi: ma non ci avevano appena spiegato che i pericoli per il governo arrivavano dalla sinistra radicale irresponsabile? La Binetti vi sembra una responsabile? E poi: non ci avevano appena chiarito che sono i piccoli partitini a creare instabilità?  La Binetti non fa forse parte della maggiore forza dell’Unione, quella che dovrebbe assicurare governabilità e stabilità? La Binetti, con il suo cilicio, vi sembra una stabile?

Ricevo da un amico un intervento in relazione a un mio post di qualche giorno fa (Ratzinger is back). Mi sembra molto interessante perchè mostra come la Chiesa abbia anche un altro modo di parlare, un altro modo di concepire le relazioni tra Stato e religione, tra valori “civili” e valori “religiosi”. Per questo la propongo all’attenzione di tutti. Un’altra Chiesa è possibile?

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Caro Globali,

[...] l’enciclica papale pare aver fatto regredire di molti anni le aperture nate con il Concilio vaticano secondo[...]. Spero, e credo, però che la Chiesa non sia (solo) questo.
 
Mi sembra quindi utile diffondere l’intervento che monsignor Gianfranco Bottoni - già stretto collaboratore del card. Martini ed attuale responsabile dell’ufficio Ecumenismo e dialogo dell’arcidiocesi di Milano - ha tenuto in occasione della cerimonia del primo novembre al cimitero Maggiore di Milano al campo dove sono sepolti i partigiani.

“La tradizione cristiana celebra oggi, primo di novembre, la festa di tutti i santi e domani fa commemorazione di tutti i defunti. Due celebrazioni tra loro legate e quasi sovrapposte. Nella denominazione di entrambe compare una prospettiva universale: “tutti” i santi e “tutti” i defunti.

La festa odierna esprime infatti la convinzione che moltissimi sono i santi ignorati in terra, ma riconosciuti in cielo. Questi sono infinitamente di più di quelli canonizzati dalle istituzioni ecclesiastiche. È dunque particolarmente significativo in questa festa ricordare, anche in questo luogo, la molteplicità di santi nascosti, testimoni di una santità popolare, laica e anonima.

Anche il 2 novembre, commemorazione cristiana dei morti, riguarda tutti i fedeli defunti, senza precisarne i confini. Infatti  - come amava ripetere il Card. Martini -  non ci sono credenti da una parte e non credenti dall’altra. Il confine tra credere e non credere attraversa invece il cuore di ciascuno di noi. Tutti siamo credenti e non credenti e nessuno di noi può giudicare della fede né dei vivi né dei morti. Il cristiano dovrebbe solo essere testimone di una speranza universale, ovvero è chiamato a sperare per tutti.

Nel contesto di queste due date significative della tradizione cristiana, a convocarci qui oggi non è però un motivo religioso, bensì la memoria dei Caduti che ricordiamo in questo “Campo della Gloria”. Qui siamo convocati da una memoria laica e civile. Qui non ricordiamo i martiri di una fede religiosa, né compiamo un atto di culto per tutti i defunti. In questo luogo invece proclamiamo la gloria di chi ha rischiato e perduto la vita combattendo per valori di giustizia e libertà, di uguaglianza e democrazia.

Questi valori sono infatti principi sui quali si fonda il patto costituzionale che ha dato vita alla nostra Repubblica, nata dalla Resistenza partigiana e consacrata dal sangue dei Caduti nella guerra di Liberazione nazionale. Siamo qui pertanto per dare espressione civile e laica all’esigenza, che è di ogni società, di rifarsi ai propri fondamenti. Un’esigenza indispensabile per non perdere di vista l’unità nazionale e la coscienza democratica. Indispensabile per rinsaldare il proprio cammino nella storia alla ricerca della pace e del bene comune, in quella “casa di tutti”, che è e deve essere la “polis”, la “città dell’uomo” con le sue istituzioni temporali.
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Giusto l’altro giorno mi chiedevo che fine avesse fatto il nostro Papa Ratzinger, dato che non ne diceva una delle sue da tanto tempo. Questo blog gli deve molto, dato che ha sovente fornito spunti interessantissimi di riflessione e dibattito. Dopo una lunga pausa, eccolo finalmente tornato con una delle sue teorie-bomba: “L’ateismo dell’era moderna ha provocato le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia“.

Direi che è difficile inquadrare la Santa Inquisizione all’interno di una tradizione laica e illuminista, nè è classificabile nella categoria “ateismo“. Roba da Medioevo!, dirà qualcuno. Beh, quella spagnola restò in vigore fino al 1834. In Sud America i conquistadores cattolici commisero qualcosa di molto simile a un genocidio (volontario, ma anche involontario, a causa di virus importati. Ovviarono alla carenza di manodopera inventando una nuova pratica che ebbe subito molto successo: la tratta degli schiavi di colore).

Senza contare che questa nuova enciclica papale (intitolata “Spe Salvi”) viene resa pubblica proprio nel giorno in cui esce il nuovo video di Osama Bin Laden, pure lui assente dalla scene da molto tempo. Anche Bin Laden non è un campione di laicità (sono pronto a scommettere, per esempio, che è contro i matrimoni gay) eppure non lo citerei come esempio di virtù: in quanto a crudeltà non è secondo a nessun ateo illuminista.

Ma Papa Benedetto XVI insiste: “Sappiamo che il progresso in mani sbagliate può diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male“. Questa volta sono d’accordo con il Sommo Pontefice. Però potrei dire la stessa cosa della religione e della fede. Ne sanno qualcosa quelli che durante il regime dei talebani non potevano nemmeno ascoltare la radio.

A questo punto qualcuno potrebbe obiettarmi: “ma tu ascrivi alla religione quello che va ascritto a un potere politico che usa la religione strumentalmente!”

Appunto.

Non voglio fare quello che “ve l’avevo detto“, ma le ultime incredibili retromarce di Berlusconi in tema di Parito delle Libertà (per chi non lo sapesse: Forza Italia non si scioglie più, il nuovo partito è un contenitore in cui può entrare chi vuole mantenendo il proprio nome e la propria struttura) e di impianto istituzionale (il bipolarismo non è più da archiviare, il modello tedesco non gli piace più, ora preferisce lo spagnolo) mi fanno pensare a una cosa sola: nessuno lo stava seguendo, nè in Forza Italia nè tra gli alleati. Questa mossa serve a correre ai ripari sperando che qualcuno si lasci sedurre.

Peccato che solo qualche giorno fa alcuni giornalisti “ben informati” parlavano di campagna acquisti tra esponenti di An e Udc, che stavano facendo la coda per entrare nel nuovo partito del Cavaliere e ancora oggi insistono, sostenendo che addirittura esponenti della Margherita sarebbero in marcia verso il trionfale progetto del Berlusconi.

Dopo aver “previsto” che orde di senatori dell’Unione avrebbero votato contro la finanziaria e dopo aver “previsto” una migrazione di massa da An e Udc (ma sì, anche dalla Margherita, crepi l’avarizia!) verso l’ectoplasma chiamato Partito delle Libertà, a questi “beninformatori” che non sanno nulla, a questi nostradamus delle libertà non resta che correre dal “Dottore” a farsi raccontare la prossima profezia da diffondere ad arte…

La quale, azzardo, potrebbe essere (tra qualche settimana, da metà dicembre in poi), la seguente: “Ci sono molti parlamentari dell’Unione a cui non piace la legge Gentiloni sul riordino delle tv e minacciano di non votarla”.

Se ho ragione, La Stampa dovrebbe licenziare Minzolini e assumere Globali. ;-)

Marco Ahmetovic, il rom condannato per aver investito e ucciso, ubriaco, 4 persone, è il testimonial di una linea di prodotti dal marchio “Linearom“. Ahmetovic ha anche un agente, Alessio Sundas, che dichiara: “Questa è la mia scommessa: fare di un assassino una star“.

La cosa è raccapricciante e ha ovviamente sollevato indignazione e proteste, oltre allo sdegno e alla rabbia dei parenti dei quattro ragazzi uccisi. Ma a farmi riflettere sono state le motivazioni con cui Sundas, il manager, si è giustificato. Lui si dichiara in pace con se stesso perchè - questa è la sua argomentazione - non ha partecipato a nessun crimine e non si sente minimanete responsabile di quello che il suo assistito ha fatto. Lui fa “solo il suo lavoro” di manager, per vendere prodotti che, evidentemente, qualcuno compra.

Ovviamente questa è una situazione estrema, quasi paradossale se non fosse drammaticamente reale. Però invito tutti a una riflessione. Le agenzie di pubblicità che fanno gli spot per i diamanti, sanno tutto quello che può esserci dietro l’estrazione, l’acquisto e il commercio mondiale delle preziose pietre? Se lo sanno, perchè continuano a fare gli spot? Forse anche per loro è ”solo lavoro”… Ancora, le agenzie pubblicitarie che negli anni hanno lavorato con Nestlè, sanno che la stessa è stata ritenuta dall’Unicef una delle principali responsabili delle violazioni del Codice internazionale che regola la somministrazione di latte in polvere (”Ogni giorno 4.000 bambini nel sud del mondo potrebbero essere salvati dalla morte per malattie e denutrizione, se fossero allattati al seno e non con latte in polvere.”)?

Nel caso della Nestlè la responsabilità di quelli che “faccio solo il mio lavoro” è ancora più evidente: è proprio attraverso le strategie di marketing messe a punto da importanti agenzie internazionali che le violazioni sono state commesse, convincendo madri di paesi in via di sviluppo a utilizzare latte in polvere al posto del latte del proprio seno.

Intendiamoci: non voglio assolutamente sminuire il caso Ahmetovic, nè sostenere che il suo spregiudicato manager sia “figlio del suo tempo“. Tutto il contrario. Penso che oguno dovrebbe prendersi la responsabilità morale di quello che fa, anche nel proprio lavoro. Questo caso di cronaca così brutale e senza cuore forse può sollevare un velo anche su altre forme di opportunismo e cinismo con cui conviviamo ogni giorno. Senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Allarme dell’Onu sul surriscaldamento del pianeta: se i Paesi industrializzati non ridurranno le emissioni di gas serra entro il 2050 di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990, sarà la catastrofe. Sono proprio i paesi ricchi, secondo l’Onu, i principali responsabili di questa situazione.

Nel rapporto si legge che “se ogni povero sul pianeta generasse le stesse emissioni di un europeo medio, servirebbero quattro pianeti per far fronte all’inquinamento”.

Usa e Ue hanno immediatamente rassicurato la comunità internazionale: “E’ nostro fermo impegno, nonchè nostra precisa responsabilità, fare in modo che questo tragico scenario non si trasformi in realtà. Faremo quindi ogni sforzo per evitare che i poveri del pianeta raggiungano i nostri livelli di emissione”.

P.S.: Fonti del Pentagono fanno inoltre sapere che due dei tre pianeti necessari sarebbero comunque già stati localizzati.