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Il Papa: “Gioia per il clima politico”
[...] Benedetto XVI ha [...] espresso «una particolare gioia» per i segnali di «un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo» tra le forze politiche italiane, e le istituzioni, «in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione». Il Pontefice ne ha parlato intervenendo all’Assemblea della Conferenza episcopale italiana, in corso in Vaticano. «Ciò che conforta - ha aggiunto - è che tale percezione sembra allargarsi al sentire popolare, al territorio e alle categorie sociali.
(dal Corriere della Sera online, 29 maggio)
Intanto, negli stessi giorni…
- “Niente gay pride a Piazza S. Giovanni” (dal Corriere)
- “Roma: aggressione razzista a Kledi, ballerino albanese di «Amici»” (dal Corriere)
- Roma, aggredito conduttore di Radio Deegay (da Babilonia Magazine)
- Roma: neonazisti picchiano extracomunitario (da Voce d’italia)
- Molotov contro campo nomadi a Napoli (Ansa)
- LA SAPIENZA, RISSA TRA COLLETTIVI E FORZA NUOVA (Agi)
Apprendo con un certo sconcerto che le suore cattoliche, a differenza dei preti, non percepiscono alcuno stipendio dalla Santa Sede. Ora io mi chiedo: se il Vaticano si permette di mettere il becco nelle nostre leggi, perchè non cominciamo a fare altrettanto? Perchè non promuovere una petizione per l’abolizione della schiavitù femminile nello Stato del Vaticano? Dove si nascondono i difensori delle libertà occidentali quando c’è da portare un po’ di diritti e civiltà non in qualche paese del medio oriente, ma sull’altra sponda del Tevere?
Dunque. Abbiamo un Papa che fa le adunate di piazza, spalleggiato da Ruini e Bagnasco che attaccano frontalmente il governo italiano. Abbiamo un presidente della Regione Sicilia, Cuffaro, condannato a 5 anni in primo grado per aver favorito dei mafiosi che festeggia e riceve i complimenti da Berlusconi e Casini. Abbiamo un ex ministro della Giustizia, Mastella, indagato per fatti di una certa rilevanza che decide, in virtù della sua condizione di indagato, di far cadere un governo. Poi abbiamo un ex presidente del consiglio, Berlusconi, accusato di aver piazzato attrici e attricette in cambio di voti in Senato. Ancora, abbiamo una tv pubblica gestita da manager e direttori che concordano palinsesti e notizie con l’azienda privata concorrente (di proprietà del capo dell’opposizione).
Questo il quadro dentro cui andrà in scena la crisi di governo di un paese sfigurato, con un uomo politico, Romano Prodi, che verrà con ogni probabilità macellato e fatto a pezzi da riformisti, piduisti, mafiosi, massoni, opportunisti, clerical papisti proprio nel momento in cui, per la prima volta nella storia italiana, un governo stava conducendo una battaglia seria contro evasori fiscali, Cosa Nostra, speculatori finanziari.
E così, quando il Senato negherà la fiducia al governo Prodi, già vedo nella mia testa l’immagine di commercialisti fraudolenti stappare bottiglie insieme ai loro clienti arricchitisi sulle spalle nostre, capi cosca mangiarsi un cannolo, Dini domandarsi com’è essersela presa nel culo, direttori di rete-papponi festeggiare stuprando future vallette e cardinali scaldare impacchi di prezzemolo…
Nel giorno del Papa Day, mi autotolgo la parola e la dò a Barbara Spinelli, che sulla Stampa di oggi ha scritto questo articolo:
L’imprudenza politica della Chiesa.
È probabile che Camillo Ruini, che per molti anni ha presieduto la Conferenza episcopale italiana e ancora influenza la Chiesa nella sua qualità di vicario di Roma, gioirà di quello che oggi potrebbe accadere nella capitale: una moltitudine di cittadini romani e italiani, da lui incitata e inebriata, accorrerà sicuramente all’Angelus, in piazza San Pietro, per ascoltare il Papa e denunciare la persecuzione di cui sarebbe stato vittima. Persecuzione che lo avrebbe indotto a non pronunciare più nell’aula universitaria la prolusione che gli era stata - senza seria preparazione - affidata. Il brutto episodio finirà col trasformarsi in una giornata gloriosa per la Chiesa, questo il giudizio cui sembra esser giunto il cardinale, e il male ancora una volta si muterà provvidenzialmente in bene. Lui stesso s’è espresso in questo modo, venerdì alla televisione, ripetendo quanto già detto il 4 novembre a Aldo Cazzullo sul Corriere. La Chiesa (tali furono le sue parole) è attaccata quando vince: «Constato che quando l’impegno non è coronato da successo, quando la Chiesa “perde”, tutto fila liscio».
Il rifiuto che numerosi scienziati e un gruppo di studenti hanno opposto al Pontefice, la ritirata strategica del Santo Padre: tutto questo non è, per una parte della gerarchia, un episodio increscioso, o come ha detto sull’Avvenire Souad Sbai, in nome dell’Islam italiano anti-integralista, un «giorno di tristezza».
Forse non è del tutto increscioso neppure per il Papa. Al giornalista Rai che l’interrogava, Ruini ha detto: «I rapporti tra Stato italiano e Chiesa possono migliorare, grazie a episodi come questo».
E ha sorriso sibillino, come si rallegrano quei militanti apocalittici che provocano tenebre e caos pensando che solo a queste condizioni rinasca la luce, che incitano a sfasciare (nel linguaggio brigatista si diceva «disarticolare») per generare palingenesi prerivoluzionarie. La sovversione ha in genere queste proprietà, avverse al filar liscio dei rapporti. Non a caso il sorriso di Ruini si accentua sino a tingersi di scherno, quando respinge l’accusa d’ingerenza nell’agenda politica e chiede - provocatoriamente, accendendo sorrisi complici nel giornalista - se ci sia oggi «qualcuno in Italia, capace di dettare agende politiche». Esiste insomma un modo di raccontare l’episodio della Sapienza, che deforma ogni cosa. Si falsifica quel che accade, si comprime il tempo che viviamo schiacciandolo tutto sul presente e togliendogli ogni profondità. Ci si racconta la storia di una Chiesa perseguitata, prendendo in prestito il linguaggio dell’esperienza ebraica; si denuncia e si irride la stasi della politica. In questo Ruini ha comportamenti sovversivi che singolarmente lo apparentano alla figura di Berlusconi.
Ma è un sovversivo che miete successi, e sono questi ultimi che conviene analizzare. Non è un successo religioso, perché l’indebolirsi delle fedi non si argina riempiendo piazze. Non è neppure in questione la libertà della religione cattolica, perché in Italia essa è garantita e ha un’estensione enorme. Nessuno l’ostacola, tanto meno la censura: se la fede è debole, quando è debole, lo è per cause spirituali o pastorali e non per cause esterne, di potere politico. Solo in Italia questa realtà è obnubilata. È sottratta allo sguardo dei cittadini anche dai commentatori che dovrebbero sapere e che sanno, senza però sentirsi in dovere di aiutare i fedeli a emettere giudizi adulti perché informati. Read the rest of this entry »
L’Italia è diventata un posto inospitale per il successore di Pietro. Dopo i drammatici eventi della Sapienza, la Santa Sede sta già mettendo a punto i preparativi per la fuga di Benedetto XVI. Il Santo Padre, infatti, vive ormai braccato dalle squadracce universitarie rosse. Le ronde gay pattugliano le strade di Roma e, appena avvistano un tonaca, scatenano furibonde cacce all’uomo. Le volontarie del gruppo abortista hanno occupato ospedali, consultori e cliniche obbligando povere madri cattoliche a sottoporsi a odiosi test prenatale. Secondo alcune fonti, molte donne sarebbero state addirittura costrette a partorire con l’epidurale.
Monsignor Bertone, in un drammatico comunicato trasmesso attraverso le onde in bassa frequenza di Radio Maria, ha lanciato un disperato appello ai giusti e a gli uomini di buona volontà per fermare questa furia di cieco laicismo. Lui, insieme alle massime gerarchie ecclesiastiche, è rifugiato in un luogo segreto: ma per quanto ancora potranno resistere? La polizia politica dei Radicali, attraverso una capillare opera di intelligence, sta rapidamente arrivando a scoprire il nascondiglio, dove si troverebbe anche il Santo Padre: il Generale Pannella è ormai convinto di essere a un passo dall’obiettivo.
La brigata “Grillini” - che riunisce i collettivi delle coppie di fatto - sta bloccando tutte le principali vie di comunicazione attorno alla Città del Vaticano. Coadiuvati dalle coppie che non hanno potuto avere figli a causa alla legge 40, hanno intenzione di stringere d’assedio il piccolo stato fino alla resa incondizionata del Papa. Le scorte di ostie si stanno rapidamente esaurendo, mentre il vino dell’eucarestia se l’è scolato tutto Gianni Budget Bozzo.
Il Cardinal Ruini, in un estremo tentativo di resistenza, ha incaricato Giuliano Ferrara di mettere a punto la strategia difensiva contando sulla sua proverbiale intelligenza: l’alto prelato si è accorto proprio nel momento peggiore che l’ingombrante giornalista è stato sempre molto sopravvalutato.
Tutto sembra quindi perduto. Come un gregge che si ribella al proprio pastore, gli italiani si agitano come pecore perdute allontandosi dal sentiero diritto della Fede.
Quanto durerà la notte?
“Filiale e totale vicinanza al proprio vescovo, il Papa” è stata espressa dal cardinale Camillo Ruini a nome della diocesi di Roma “in questa circostanza, che colpisce tanto dolorosamente tutta la nostra città”. Ruini invita “tutti i fedeli ma anche tutti i romani a manifestare questi sentimenti” partecipando domenica prossima in Piazza San Pietro alla recita dell’Angelus. (da repubblica.it, 16/01/08 h. 10.54)
“Anche per dimostrare il loro affetto al Presidente Berlusconi, più di 5000 Azzurri saliranno sabato prossimo 2 dicembre sugli oltre 100 pullman organizzati dal Coordinamento regionale di Forza Italia dell’Emilia Romagna per partecipare, a Roma, alla manifestazione contro la finanziaria del Governo Prodi. [...] Sono tantissimi i cittadini che in queste ore hanno chiamato per avere informazioni sul leader della Casa delle Libertà e per inviargli gli auguri”. (Forza Italia E-R News, n. 122, 28/11/2006, due giorni dopo il malore che ha colto Berlusconi a Montecatini)
Poi, tutti a Ceppaloni per stringerci attorno ai Mastella.
La Santa Sede ha annullato la visita del Papa alla Sapienza di Roma. E’ bufera nel mondo politico e vaticano: “si vuole zittire la voce al Papa!”.
D’altra parte è evidente a tutti che il Santo Padre non ha diritto di parola in questo paese.
Un Papa che, tuttavia, ha travisato uno degli insegnamenti fondamentali di Cristo: quest’ultimo era una vittima, Ratzinger la fa.
Uno scapolone d’oro senza figli che va in giro praticamente in gonna, oggi ha pronunciato la seguente frase: “La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d’amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce il luogo primario dell’umanizzazione della persona e della società, la culla della vita e dell’amore”.
Non avendo egli avuto il piacere di sposarsi nè di procreare, verrebbe da pensare che lui stesso ritenga la sua persona “non umanizzata“.
Poverino, chissà quanto soffre…
Dopo l’appello per la fecondazione della Binetti, saremo costretti a trovare una donna al Papa?
Dopo il successo conseguito dall’Italia all’Onu sulla pena di morte, Giuliano Ferrara dalle colonne del Il Foglio ha lanciato la proposta di una moratoria universale dell’aborto, subito accolta con entusiasmo dai teocon nostrani e dal terrificante cardinal Ruini. Da queste colonne Globali rilancia, proponendo la moratoria universale dell’ovulazione.
E’ sconcertante infatti dover constatare che, nell’indifferenza di istituzioni e governi, ogni mese miliardi di ovuli vengano distrutti per sempre, dispersi nel flusso mestruale. Quanti miliardi di vite si potrebbero salvare fermando questa assurda strage? Quante cellule uovo potrebbero far nascere nuovi bambini se solo si permettese loro di incontrarsi con un’entusiasta pattuglia di baldi spermatozoi?
Per questa ragione Globali ritiene che tutte le donne che hanno fatto voto di castità siano personalmente responsabili della morte di miliardi di potenziali esseri umani in quanto hanno volontariamente precluso ai loro preziosi ovociti la sacra unione con l’altra metà cromosomica. Perchè privare l’ovulo della speranza di una vita migliore? Perchè condannarlo a un crudele rafting ematico? Perchè togliere a migliaia e migliaia di ovuli l’immensa gioia di incontrare il proprio gamete del cuore e generare con lui una nuova vita? Perchè questo mensile sterminio?
Ci appelliamo in primo luogo alla senatrice Paola Binetti, strenuo difensore della vita, ma purtroppo (proprio lei!!!) tra coloro che, praticando una castità contro natura, sono responsabili di questo insensato massacro.
Senatrice Binetti, in nome dei valori della vita a lei tanto cari noi la supplichiamo: difenda la vita con i fatti e non solo a parole, si faccia fecondare!
Clamorosa scoperta della comunità scientifica mondiale. Proprio a pochi giorni di distanza dalla polemica sull’omosessualità, che alcuni cattolici come Paola Binetti considerano una “malattia” da cui si può guarire grazie all’intervento di psicologi e psichiatri cattolici, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noti i risultati di una ricerca destinata a cambiare radicalmente alcuni pregiudizi sedimentati da secoli.
Il Professor Alexander Carrel, a capo dell’equipe dell’Università dell’Ontario, sarebbe infatti giunto alla conclusione che il cattolicesimo oltranzista sia in realtà una variante del virus Herpes zoster. Il virus, che ha la capacità di infiammare i nervi, indurrebbe nel soggetto colpito - è questa la scoperta - reazioni simili a quelle prodotte dalle comuni sostanze allucinogene. I malati di “cattolicesimo oltranzista” iniziano infatti ad avere visioni e deliri facilmente diagnosticabili e, se riconosciuti in tempo, curabili.
Ecco come capire se un vostro caro, parente o amico è affetto da cattolicesimo oltranzista:
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crede che esista un signore con una tunica bianca che abita in un lussuoso palazzo a Roma in grado di comunicare direttamente con Dio e interpretarne la volontà;
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prova piacere attraverso pratiche masochistiche che prevedono l’uso del cilicio;
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si sente in diritto di imporre ai suoi simili il proprio modo di vivere;
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pensa che i veri malati siano i gay (classico esempio di rimozione e trasferimento del proprio problema);
La lobby dell’Opus Dei era riuscita, fino ad oggi, a tenere nascosti i risultati di questo sconvolgente studio. Oggi, grazie all’opera di coraggiosi ricercatori e alla tenacia del Professor Carrel, la verità è finalmente emersa.
Il messaggio importante da dare a tutti i cattolici oltranzisti è che si può guarire. Date una chance alla speranza. Il ministero della salute sta creando delle task force di psichiatri, psicologi e virologhi in grado di curare i casi più comuni di oltranzismo cattolico.
Se credete di riscontrare alcuni dei sintomi sopra elencati in qualche conoscente, scegliete di aiutarlo! Non abbandonatelo: ora esiste una cura! Sono già tantissimi i casi di cattolici oltranzisti che, anche se non guariti completamente, hanno imparato a convivere in modo civile in mezzo agli altri, socializzare e rispettare i modi di vita altrui.
Sembra folle, ma nel 2007 promuovere l’uso del preservativo è ancora (o di nuovo?) difficile. Non solo in Italia.
Ricevo da un amico un intervento in relazione a un mio post di qualche giorno fa (Ratzinger is back). Mi sembra molto interessante perchè mostra come la Chiesa abbia anche un altro modo di parlare, un altro modo di concepire le relazioni tra Stato e religione, tra valori “civili” e valori “religiosi”. Per questo la propongo all’attenzione di tutti. Un’altra Chiesa è possibile?
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Caro Globali,
[...] l’enciclica papale pare aver fatto regredire di molti anni le aperture nate con il Concilio vaticano secondo[...]. Spero, e credo, però che la Chiesa non sia (solo) questo.
Mi sembra quindi utile diffondere l’intervento che monsignor Gianfranco Bottoni - già stretto collaboratore del card. Martini ed attuale responsabile dell’ufficio Ecumenismo e dialogo dell’arcidiocesi di Milano - ha tenuto in occasione della cerimonia del primo novembre al cimitero Maggiore di Milano al campo dove sono sepolti i partigiani.
“La tradizione cristiana celebra oggi, primo di novembre, la festa di tutti i santi e domani fa commemorazione di tutti i defunti. Due celebrazioni tra loro legate e quasi sovrapposte. Nella denominazione di entrambe compare una prospettiva universale: “tutti” i santi e “tutti” i defunti.
La festa odierna esprime infatti la convinzione che moltissimi sono i santi ignorati in terra, ma riconosciuti in cielo. Questi sono infinitamente di più di quelli canonizzati dalle istituzioni ecclesiastiche. È dunque particolarmente significativo in questa festa ricordare, anche in questo luogo, la molteplicità di santi nascosti, testimoni di una santità popolare, laica e anonima.
Anche il 2 novembre, commemorazione cristiana dei morti, riguarda tutti i fedeli defunti, senza precisarne i confini. Infatti - come amava ripetere il Card. Martini - non ci sono credenti da una parte e non credenti dall’altra. Il confine tra credere e non credere attraversa invece il cuore di ciascuno di noi. Tutti siamo credenti e non credenti e nessuno di noi può giudicare della fede né dei vivi né dei morti. Il cristiano dovrebbe solo essere testimone di una speranza universale, ovvero è chiamato a sperare per tutti.
Nel contesto di queste due date significative della tradizione cristiana, a convocarci qui oggi non è però un motivo religioso, bensì la memoria dei Caduti che ricordiamo in questo “Campo della Gloria”. Qui siamo convocati da una memoria laica e civile. Qui non ricordiamo i martiri di una fede religiosa, né compiamo un atto di culto per tutti i defunti. In questo luogo invece proclamiamo la gloria di chi ha rischiato e perduto la vita combattendo per valori di giustizia e libertà, di uguaglianza e democrazia.
Questi valori sono infatti principi sui quali si fonda il patto costituzionale che ha dato vita alla nostra Repubblica, nata dalla Resistenza partigiana e consacrata dal sangue dei Caduti nella guerra di Liberazione nazionale. Siamo qui pertanto per dare espressione civile e laica all’esigenza, che è di ogni società, di rifarsi ai propri fondamenti. Un’esigenza indispensabile per non perdere di vista l’unità nazionale e la coscienza democratica. Indispensabile per rinsaldare il proprio cammino nella storia alla ricerca della pace e del bene comune, in quella “casa di tutti”, che è e deve essere la “polis”, la “città dell’uomo” con le sue istituzioni temporali.
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Giusto l’altro giorno mi chiedevo che fine avesse fatto il nostro Papa Ratzinger, dato che non ne diceva una delle sue da tanto tempo. Questo blog gli deve molto, dato che ha sovente fornito spunti interessantissimi di riflessione e dibattito. Dopo una lunga pausa, eccolo finalmente tornato con una delle sue teorie-bomba: “L’ateismo dell’era moderna ha provocato le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia“.
Direi che è difficile inquadrare la Santa Inquisizione all’interno di una tradizione laica e illuminista, nè è classificabile nella categoria “ateismo“. Roba da Medioevo!, dirà qualcuno. Beh, quella spagnola restò in vigore fino al 1834. In Sud America i conquistadores cattolici commisero qualcosa di molto simile a un genocidio (volontario, ma anche involontario, a causa di virus importati. Ovviarono alla carenza di manodopera inventando una nuova pratica che ebbe subito molto successo: la tratta degli schiavi di colore).
Senza contare che questa nuova enciclica papale (intitolata “Spe Salvi”) viene resa pubblica proprio nel giorno in cui esce il nuovo video di Osama Bin Laden, pure lui assente dalla scene da molto tempo. Anche Bin Laden non è un campione di laicità (sono pronto a scommettere, per esempio, che è contro i matrimoni gay) eppure non lo citerei come esempio di virtù: in quanto a crudeltà non è secondo a nessun ateo illuminista.
Ma Papa Benedetto XVI insiste: “Sappiamo che il progresso in mani sbagliate può diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male“. Questa volta sono d’accordo con il Sommo Pontefice. Però potrei dire la stessa cosa della religione e della fede. Ne sanno qualcosa quelli che durante il regime dei talebani non potevano nemmeno ascoltare la radio.
A questo punto qualcuno potrebbe obiettarmi: “ma tu ascrivi alla religione quello che va ascritto a un potere politico che usa la religione strumentalmente!”
Appunto.
Dopo la presa di posizione di ieri, la nuova coppia di fatto Dini & Bordon, forte del suo 0,nulla percento, continua a provocare fibrillazioni nel mondo politico e non solo. Rumors dal palazzo hanno fatto filtrare la notizia secondo cui il duo starebbe redigendo una nuova fondamentale dichiarazione politica.
In essa Dini & Bordon metterebbero in discussione il sistema copernicano, non riconoscendosi più nelle teorie di Galileo Galilei. “Il Paese ha bisogno di teorie più moderne e meno rivolte a un passato da superare”, si leggerebbe nella nota. “La ripresa economica del Paese passa attraverso una svolta nei rapporti celesti: è evidente che la teoria secondo cui è la Terra che gira intorno al Sole non è più adatta a dare risposte alla crisi climatica. Occorre con coraggio riscoprire il geocentrismo per aprire una nuova fase riformista“.
L’ennesimo strappo dei due senatori avrebbe suscitato l’interesse di Udc e Udeur. Inoltre, fonti del Vaticano hanno riferito di un certo compiacimento da parte del Sommo Pontefice, Benedetto XVI.
In un paese vicino a Treviso, Paderno di Ponzano Veneto, c’è un parroco che ha deciso di mettere a disposizione tutti i venerdì la propria chiesa per permettere ai mussulmani di pregare (fonte). Si chiama Don Aldo Danieli e sta compiendo un atto di civiltà esemplare che testimonia come tra gli uomini di chiesa ci siano ancora persone di notevole livello.
Di livello un po’ più basso, invece, il Vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia, della Lega Nord. Lo Zaia ha chiesto al Vescovo di “chiarire la posizione del parroco“. Segue poi lunga dissertazione sui temi “reciprocità” (loro nei loro paesi non ci prestano mica le moschee) e sul tema dei “doveri” (dovrebbero essere gli immigrati a fare un passo verso di noi e non noi verso di loro).
A parte la visione ben poco cristiana dello Zaia, quello che stupisce è la totale mancanza di lungimiranza. Ma come si fa a non essere contenti del fatto che in una comunità, cattolici, mussulmani e protestanti (ci sono anche iniziative simili rivolte ai protestanti) vivono serenamente insieme, in pace e fratellanza, rispettandosi e imparando a conoscersi, senza paure e intolleranze, ma con civiltà, curiosità, apertura? Possibile che l’unico modello di società che gente come lo Zaia ha in mente sia un modello che prevede atti di sottomissione e di abiure da un lato e atti di dominio dall’altro? Una società in cui l’incontro tra culture è considerato, con spregio, “buonista”, dove non c’è incontro ma lotta per affermare la propria identità a dispetto dell’identità altrui? Possibile che non si capisca come può essere più piacevole, rilassante e arricchente il fatto che ognuno di noi sia messo nelle condizioni di esprimere se stesso e i proprio valori? Perchè quando qualcosa di simile, da utopia diventa realtà bisogna invocare “chiarimenti”, “giustificazioni”, “riallineamenti”?
L’unico timore che ho è che le gerarchie ecclesiastiche siano più vicine alla “sensbilità” dello Zaia piuttosto che a quella di Don Aldo e che possano “convincerlo” che non è il caso.
E così, la bella realtà di Paderno di Ponzano Veneto potrebbe tornare ad essere l’utopia di un parroco coraggioso e intelligente. A quel punto, chi ne potrebbe davvero gioire?
E’ curioso osservare il profilo dei leader della Casa delle Libertà, strenui difensori della famiglia come Istituzione che garantisce ordine sociale e morale, sorretto dalle mani salde del cattolicesimo e del suo più alto rappresentante, sua Santità Papa Benedetto XVI. Curioso perchè TUTTI i leader del centro destra sono divorziati o separati e hanno una nuova compagna: Casini, Bossi, Berlusconi e, da poco, anche Fini, non se ne salva nessuno.
Ancora più curioso notare come, invece, nel centro sinistra - accusato di voler sfasciare l’istituzione famigliare con i Dico - regni una monogamia quasi stucchevole: Fassino, Rutelli, Bertinotti, Prodi, Veltroni, Mastella hanno tutti una e una sola moglie.
Chissà, forse nell’accanita battaglia della destra italiana a difesa del modello di famiglia cattolica c’è qualcosa di psicoanalitico, la ricerca di una redenzione personale.
Tuttavia non capisco perchè invece che andare in analisi o in confessionale, questi promiscui personaggi pretendano di lavare la loro sporca coscienza di incalliti peccatori sulla pelle di tutti noi.
Secondo l’Osservatore Romano, la sentenza della Cassazione sul “caso Eluana”, è frutto di un “relativismo dei valori“, che risulta “inaccettabile soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita”.
Si continua ad utilizzare il termine “relativismo” a sproposito. Quando qualcuno propone valori che alla Chiesa non vanno bene, loro parlano di “relativismo”. In questo caso, oltre a un po’ di umanità, si è affermato un principio: nel caso in cui sia stata provata la condizione irreversibile di stato vegetativo e sia noto il convincimento etico dell’interessato, si possono interrompere le cure.
La Chiesa ha tutto il diritto di criticare questa visione, ma non può parlare di “relativismo”. Questo principio è basato su valori alternativi a quelli della Chiesa Cattolica, ma sempre valori sono. E’ la Chiesa Cattolica, piuttosto, ad essere un po’ “relativista”: mentre i comuni mortali devono sottostare alle sue leggi, Giovanni Paolo II ha potuto avvalersi di “valori alternativi”…
“(…) Cardinale, ma nel caso di papa Karol Wojtyla, chi ha deciso di non portarlo al Policlinico Gemelli quel 30 marzo 2005 (Giovanni Paolo II è morto la sera del 2 aprile 2005, ndr)? «Lui. Chiese: “Se mi portate al Gemelli avete modo di guarirmi?”. La risposta fu no. Allora replicò: “Resto qui, mi affido a Dio”». E’ un rifiuto all’accanimento terapeutico? «Sì, nel senso di cure sproporzionate e inutili», dice Lozano Barragán. (…)” [Leggi tutto]
[Aggiornamento delle 15.20]: Su questo tema, ho appena letto un post di emabardo molto pertinente e che coglie un aspetto normalmente poco considerato.
Un monsignore, capoufficio di un importante dicastero pontificio, volto noto di una emittente cattolica, curatore di rubriche giornalistiche a carattere religioso, è attualmente sotto processo presso un tribunale del Vaticano per un reato che nelle moderne domocrazie non è più tale da moltissimo tempo. Il reato contestatogli è quello di essere gay. L’alto prelato ha ammesso la sua omosessualità durante una trasmissione televisiva. Il suo volto e la sua voce erano contraffatti, ma qualche attento funzionario vaticano ha riconosciuto gli arredi e alcuni dettagli architettonici dell’ufficio in cui era stata registrata l’intervista, risalendo al monsignore.
La cosa che mi ha colpito è che nell’intervista il monsignore parla con estrema naturalezza del fatto di essere gay, lamentandosi del fatto che lui (e molti altri come lui) siano costretti a tenere questa cosa nascosta per via della rigida e intransigente politica vaticana su questa materia. C’è probabilmente una chiesa che è su posizioni molto diverse da quelle assunte dalle gerarchie vaticane. Ci sono preti, parroci e suore che probabilmente non condividono affatto le posizioni reazionarie della Chiesa Cattolica e che attuano una silenziosa ribellione contro l’autorità vaticana.
Attenzione: qui si sta parlando di omosessualità, non di pedofilia. Esistono altri Stati in cui l’omosessualità è un crimine. Stati come l’Iran, l’Arabia Saudita, l’India che tutti noi, per questa ragione, condanniamo.
Perchè lo Stato del Vaticano può processare una persona per omosessualità nell’indifferenza di tutti, ma proprio di tutti?
Gesù Cristo, alla bella età di 33 anni, non era sposato e non aveva figli. Oltretutto era figlio di una fecondazione eterologa.
Coloro che oggi portano avanti l’attività pastorale e di evangelizzazione sono preti che non possono sposarsi nè avere figli.
Il sacramento del matrimonio è stato introdotto centinaia di anni dopo la morte di Cristo e la scrittura della Bibbia.
Ma allora, che cosa c’entra la famiglia con la Chiesa Cattolica?
CITTÀ DEL VATICANO - Durissimo attacco di monsignor Angelo Amato, il “numero 2″ della Congregazione della Dottrina della Fede, alle leggi sull’aborto, accomunate al terrorismo. (…) “Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze, che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica - ha detto l’arcivescovo Amato - c’è il cosiddetto ‘terrorismo dal volto umano’, anch’esso quotidiano e altrettanto ripugnante, che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale, manipolando ad arte il linguaggio tradizionale, con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti, come quando l’aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non ‘uccisione di un essere umano indifeso’, o quando l’eutanasia viene chiamata ‘più blandamente morte con dignità’”.
(…) Il segretario della Congregazione della Fede ha rilevato che “purtroppo non possiamo chiudere le biblioteche del male né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus letali, ma possiamo chiedere a Dio di rafforzarci, mediante la formazione di una retta coscienza che cerca e ama il vero e il bene ed evita il male”. (…) L’arcivescovo ha citato le cliniche abortiste, “autentici mattatoi di esseri umani in boccio“; ha parlato dei laboratori dove si “fabbrica” ad esempio la Ru 486, la cosiddetta pillola del giorno dopo, o dove “si manipolano gli embrioni umani”; e ha inserito in questa lista nera i parlamenti delle nazioni “civili” dove si “promulgano leggi contrarie all’essere umano“. A questo si aggiungono le cosiddette sette sataniche che praticano “un vero e proprio culto sacrilego del male”.
(da www.lastampa.it, 24/04/07 | articolo completo: QUI)
Questa volta Globali ha battuto sul tempo anche “Striscia la notizia” che, su questi temi, è sempre stata molto attiva a presente.
Si tratta dell’ennesimo “guaritore” straniero che, passando per essere una personalità spiritualmente elevata, ha fatto sì che tantissimi ingenui, in buona fede, si convincessero delle sue “miracolose” capacità di curare malattie incurabili anche per la medicina più moderna.
Ultima a dirsi convinta di questi poteri, è arrivata una donna francese di 46 anni. Il guaritore di turno sarebbe di origine polacca. Sarebbe morto da oltre due anni.
Stare dietro a questi pazzi, diventa anche noioso…
A proposito dei valori (ir)rinunciabili del Vaticano…
“Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, signora Lucia Hiriarte Pinochet, in occasione delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II“
(Dalla dedica autografa dal Papa sulla foto inviata ai coniugi Pinochet nel 1993)
Nella stessa occasione, il segretario di Stato Cardinale Sodano riconosceva negli sposi Pinochet una “coppia cristiana esemplare” e rinnovava al generale “l’espressione della più alta e distinta considerazione“.
“Coppia esemplare”… speriamo che le coppie cattoliche non decidano di abbracciare gli stessi “valori irrinunciabili” di questa illustre famiglia naturale…
Anche oggi, Vaticano e Chiesa Cattolica hanno autorevolmente parlato ai sudditi raccolti in adorante attesa. I Dico sono pericolosi e chi li vota finisce all’Inferno, luogo di cui, secondo il Papa, si parla troppo poco. L’Inferno, ha scandito il Pontefice, esiste e le pene che vi si trovano durano per sempre. Mica c’è l’indulto, lì. E nemmeno una legge Pecorella qualsiasi che libera dal male.
Dopo aver ribadito che le streghe continuano a rappresentare una minaccia per la convivenza civile e che Satana si impossessa dei gatti neri, in una illuminante lectio magistralis degna della sua fama di teologo, Ratzinger ha inoltre ricordato a tutti che chi si fa le pugnette diventa cieco.
Imbarazzo dei presenti quando il Sommo Pontefice ha inforcato gli occhiali.
L’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, da Betlemme, ha ieri auspicato “che ci sia dato, anche come Chiesa italiana, di dire quello che la gente capisce: non un comando dall’alto che bisogna accettare perché è lì, viene ordinato, ma come qualcosa che ha una ragione, un senso, che dice qualcosa a qualcuno… “
Tutti hanno letto in queste parole una più o meno esplicita presa di distanza dalle posizioni fondamentaliste della Cei e di Ratzinger.
Martini mi è sempre piaciuto. Quando era arcivescovo di Milano ho avuto la fortuna di frequentare le “cattedre dei non credenti” che teneva settimanalmente, vere e proprie lezioni in cui si fondevano filosofia, religione, sociologia. Erano incontri che ti lasciavano la strana sensazione di esserti sollevato da terra ma di avere nello stesso tempo scavato nelle profondità di te stesso e della società che ti si muoveva intorno. Rappresenta una Chiesa così saggia, aperta, tollerante…
E pensare che è stato pure tra i candidati alla successione di Wojtyla. Almeno per qualche secondo.
Il nostro Papa preferito ha deciso di fare un’ulteriore sforzo per entrare nei cuori della gente.
Nel testo del Sacramentum Caritatis reso pubblico oggi, l’ottimo Ratzinger ha dato un ulteriore slancio riformatore al suo pontificato dicendo, nell’ordine:
a) i politici cattolici non devono votare leggi “contro natura”;
b) i sacerdoti devono ricominciare a celebrare la messa in latino (e i credenti facciano il piacere di impararsi le preghiere);
c) la donna è finalmente vista in una nuova ottica dato che, si legge, “il suo essere sposa e madre costituisce una realtà imprescindibile che non deve essere svilita”;
d) niente comunione per i divorziati risposati, definiti “una vera piaga dell’odierno contesto sociale”.
Così, dopo aver definito le coppie gay come “amori deboli” e “non degne dell’essere umano”, tocca anche ai risposati (tra i quali molti politici vicini al Vaticano) che, al pari di Aids, corruzione, schiavitù, fame nel mondo, si guadagnano sul campo il titolo di “piaga della società”.
A questo punto i casi sono due: o Ratzinger è in realtà l’Anticristo assurto al soglio di Pietro per distruggere la Chiesa (e saremmo quindi vicini all’Apocalisse), oppure Pannella è un genio dei travestimenti.








HANNO DA POCO SCRITTO...