“Ore decisive per l’Iraq”

dal nostro inviato

BAGHDAD – Questa mattina, più o meno a quell’ora lì, è successa questa cosa. Che quel tizio là, che aveva un vestito proprio come quello dell’altro, è arrivato in quel posto e ha detto alcune cose. Poi, di colpo, l’altra è salita in macchina ed ha fatto quella cosa. E’ successo tutto così, in un arco di tempo che è più o meno quello che si pensava.

Il Governo di quel paese là ha fatto sapere di avere elementi sufficienti per ritenere che i responsabili siano quelli là. Si attendono ora i riscontri dall’ambasciata di quell’altro posto per capire se quello là era davvero informato su quanto stava accadendo a quegli altri. Ora il premier

ha riunito i suoi ministri per fare il punto della situazione ed ascoltare i responsabili dei servizi di intelligence che, riguardo a questa ultima cosa, hanno portato elementi precisi tesi a rafforzare le ipotesi messe in campo in precedenza. Puntuale, è arrivata anche la rivendicazione di quel fatto

là, firmata da quel gruppo lì.

E’ chiaro, alla luce dei fatti fin qui esposti, che il terrorismo sta portando un attacco a tutto il mondo libero e che il conflitto in atto si configura come un vero e proprio scontro di civiltà. Nessuno può più dirsi al riparo.

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