Sessant’anni fa un gruppo di persone – dopo aver attraversato una guerra e i suoi massacri, dopo essere scampati alle persecuzioni, dopo aver sconfitto il fascismo, dopo aver discusso di valori, istituzioni, equilibrio dei poteri, diritti inviolabili, diritti sociali, dopo aver cambiato il volto dell’Italia, dopo aver portato al voto le donne per la prima volta e dopo tante altre cose dolorose, rammatiche, felici, emozionanti, stravolgenti – si sono riuniti e hanno scritto e votato la nostra Costituzione.

Nessuno di noi ha partecipato a tutte quelle cose che hanno portato alla sua stesura.

Ora che Roberto Calderoli rischia di diventare uno dei padri costituenti di tutti noi, il minimo che possiamo fare è andare a votare “no” domenica (o lunedì) per scongiurare il pericolo.

Rispetto a quello che ha dovuto fare il gruppo di persone di cui sopra, non è un grande sforzo. Ma il risultato, alla fine, sarà lo stesso: una delle più belle costituzioni moderne.

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