Qualche secondoL’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, da Betlemme, ha ieri auspicato “che ci sia dato, anche come Chiesa italiana, di dire quello che la gente capisce: non un comando dall’alto che bisogna accettare perché è lì, viene ordinato, ma come qualcosa che ha una ragione, un senso, che dice qualcosa a qualcuno… ”

Tutti hanno letto in queste parole una più o meno esplicita presa di distanza dalle posizioni fondamentaliste della Cei e di Ratzinger.

Martini mi è sempre piaciuto. Quando era arcivescovo di Milano ho avuto la fortuna di frequentare le “cattedre dei non credenti” che teneva settimanalmente, vere e proprie lezioni in cui si fondevano filosofia, religione, sociologia. Erano incontri che ti lasciavano la strana sensazione di esserti sollevato da terra ma di avere nello stesso tempo scavato nelle profondità di te stesso e della società che ti si muoveva intorno. Rappresenta una Chiesa così saggia, aperta, tollerante…

E pensare che è stato pure tra i candidati alla successione di Wojtyla. Almeno per qualche secondo.

Annunci