Dopo essere giunti in un post precedente alla temporanea conclusione che il blog di Beppe Grillo è in realtà un medium tradizionale, viene voglia di approfondire.

I media tradizionali di informazione hanno generalmente un editore, un direttore responsabile, una redazione, degli inserzionisti. Nel caso del blog di Grillo, apparentemente, tutti questi soggetti sono da ricondurre a una sola persona: Beppe Grillo stesso. Lui è il “proprietario” dello spazio web (diciamo il padrone di casa), lui è quello che sceglie la linea editoriale, lui è quello che scrive gli articoli, sempre lui è quello che mette gli annunci pubblicitari (ovvero i banner che rimandano al suo store da cui è possibile acquistare libri, dvd, etc.).

Penso che questa sia la vera novità. Non le modalità comunicative (vedi il mio post precedente e gli interessanti commenti annessi), ma l’impianto “societario”. Tutto nelle mani di uno solo. Per di più di uno che è stato ufficialmente bandito dal sistema dei mass media ma che, in questo modo, vi rientra.

A questo punto le domande, retoriche e non, sono tante.

1) Un organo di informazione privo di qualsiasi dialettica interna (a meno di derive schizofreniche) può essere obiettivo e sempre credibile?

2) Posto che qualsiasi organo di informazione tutela e promuove gli interessi dell’editore, dobbiamo pensare che anche in questo caso il blog promuova e tuteli gli interessi dell’editore Beppe Grillo o di chi lo supporta? E qualora ci fosse qualche notizia importante che andasse contro gli interessi di Grillo, come verrebbe gestita all’interno del blog?

3) Quali sono i criteri dell’agenda setting? Cioè, in base a quale logica vengono scelti gli argomenti del bog? Con quale criterio viene pubblicata la lettera del personaggio X e viene invece scartata la lettera del personaggio Y? Chi mai potrà sapere, oltre a Grillo, quali sono state le notizie e gli argomenti “cassati”, cioè non messi all’ordine del giorno? In questo caso non c’è nessuna redazione di fronte a  cui il direttore deve rispondere…

4) Ma è poi vero che fa tutto lui? Il dominio beppegrillo.it è registrato a nome di un’altra persona (tra l’altro, numerosi commenti di lettori del blog che chiedevano una spiegazione a questa anomalia sono rimasti senza risposta). Sulla home page del blog c’è il credit di Casaleggio Associati, azienda che sviluppa servizi e tecnologie di rete. Non so se queste persone abbiano un ruolo. Ma in caso affermativo o se esistono altre persone che coadiuvano Grillo nell’attività giornalistica e redazionale, è giusto che rimanagano nell’ombra? Non sarebbe indice di trasparenza renderle visibili?

Mi rendo conto che stiamo parlando del blog di un comico. Ma è un blog che, stando alle cifre che girano, viene letto da 300/400 mila persone ogni giorno. E’ quasi l’ascolto del TG4! Forse è legittimo cominciare a impostare la questione anche da questo punto di vista.

O no?