In un paese vicino a Treviso, Paderno di Ponzano Veneto, c’è un parroco che ha deciso di mettere a disposizione tutti i venerdì la propria chiesa per permettere ai mussulmani di pregare (fonte). Si chiama Don Aldo Danieli e sta compiendo un atto di civiltà esemplare che testimonia come tra gli uomini di chiesa ci siano ancora persone di notevole livello.

Di livello un po’ più basso, invece, il Vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia, della Lega Nord. Lo Zaia ha chiesto al Vescovo di “chiarire la posizione del parroco“. Segue poi lunga dissertazione sui temi “reciprocità” (loro nei loro paesi non ci prestano mica le moschee) e sul tema dei “doveri” (dovrebbero essere gli immigrati a fare un passo verso di noi e non noi verso di loro).

A parte la visione ben poco cristiana dello Zaia, quello che stupisce è la totale mancanza di lungimiranza. Ma come si fa a non essere contenti del fatto che in una comunità, cattolici, mussulmani e protestanti (ci sono anche iniziative simili rivolte ai protestanti) vivono serenamente insieme, in pace e fratellanza, rispettandosi e imparando a conoscersi, senza paure e intolleranze, ma con civiltà, curiosità, apertura? Possibile che l’unico modello di società che gente come lo Zaia ha in mente sia un modello che prevede atti di sottomissione e di abiure da un lato e atti di dominio dall’altro? Una società in cui l’incontro tra culture è considerato, con spregio, “buonista”, dove non c’è incontro ma lotta per affermare la propria identità a dispetto dell’identità altrui? Possibile che non si capisca come può essere più piacevole, rilassante e arricchente il fatto che ognuno di noi sia messo nelle condizioni di esprimere se stesso e i proprio valori? Perchè quando qualcosa di simile, da utopia diventa realtà bisogna invocare “chiarimenti”, “giustificazioni”, “riallineamenti”?

L’unico timore che ho è che le gerarchie ecclesiastiche siano più vicine alla “sensbilità” dello Zaia piuttosto che a quella di Don Aldo e che possano “convincerlo” che non è il caso.

E così, la bella realtà di Paderno di Ponzano Veneto potrebbe tornare ad essere l’utopia di un parroco coraggioso e intelligente. A quel punto, chi ne potrebbe davvero gioire?