Ora tutti a dire “Berlusconi è tornato”, “E’ una nuova discesa in campo”, “Berlusconi esce dall’angolo”…

Io la vedo diversamente: forse per la prima volta nella sua carriere politica, Berlusconi sta inseguendo. Non è più lui che detta l’agenda. Tutti (ma proprio tutti ) i temi trattati in questa cosiddetta “nuova discesa in campo” gli sono stati imposti dalle circostanze, dagli avversari e dagli alleati.

I gazebo per le firme sono stati indotti dalla necessità di ribattere alle primarie del Pd e ai loro milioni di elettori con un evento ugualmente “di massa”; la proposta del partito unico è stata dettata dall’accelarazione del Pd; il confronto sulla legge elettorale è un tema impostogli dagli alleati, visto anche il fallimento della strategia adottata fin’ora.

Non so se questo rappresenti l’inizio della sua fine politica o l’ultimo disperato spiraglio per un nuovo inizio, ma rimane il fatto che Berlusconi non è mai stato così debole. I mass media che parlano di “grande rientro” o di “mossa geniale” sono gli stessi che definiscono “di pace” una missione “di guerra”: bisogna sempre leggerli al contrario.