La vicenda “liste” di questi giorni ha messo in evidenza un aspetto del berlusconismo di cui sono da tempo convinto.

Berlusconi è un leader carismatico e, come tale, deriva il suo potere dal fatto che in molti lo credono in possesso di doti eccezionali, se non addirittura sovraumane. E’ così per tutti i leader carismatici, da Gesù in poi. La sua legittimità a governare e a gestire il potere deriva cioè dalla convizione che, essendo eccezionalmente abile e capace, sia la persona più adatta e meritevole di guidare il paese. I suoi seguaci (e i suoi elettori) lo continueranno a seguire e a preferire fino a quando Berlusconi dimostrerà di possedere queste doti fuori dal comune. Come tutti i leader carismatici, per evitare che la fede nelle sue capacità venga meno (privandolo quindi della principale fonte di legittimazione) deve continuamente dare prova di queste qualità eccezionali (i successi imprenditoriali, le coppe vinte con il Milan, il milione di posti di lavoro, i rifiuti di Napoli, l’Abruzzo, la potenza sessuale, etc.). La sua popolarità e il suo consenso si basano quasi esclusivamente su questo: i suoi sostenitori lo credono capace di imprese che tutti gli altri giudicano impossibili.

Se quanto detto è vero, appare evidente che per erodere il consenso di cui gode non servirà a nulla continuare a denunciare i suoi metodi autoritari, la sua corruzione e le sue furbizie legislative (come l’ultimo nato: il legittimo impedimento). Anzi, il suo decisionismo eversivo e la sua capacità luciferina di non farsi processare non fanno altro che accrescere la fede nei suoi poteri eccezionali (coloro che, per esempio, hanno accreditato la tesi che l’aggressione di Tartaglia sia frutto di una diabolica regia berlusconiana non hanno fatto altro, in realtà, che esaltarne le capacità sovrannuaturali).

E’ interessante il fatto che il tracollo di consensi di Pdl e Berlusconi (che i sondaggi stanno evidenziando in questi giorni) pare essere attribuibile al fatto che l’elettorato di centrodestra sia rimasto letteralmente scioccato dalla manifestazione di incompetenza dimostrata dai dirigenti Pdl e dalla raffazzonata e inefficace risposta del governo, che ha varato tra mille polemiche un decreto assolutamente inutile, frutto del lavoro di sedicenti, quanto inetti, “esperti legali” del Pdl.

Il fatto di avere un Milioni ha pesato più che avere un Dell’Utri. Anni di leggi ad personam, conflitti di interessi, strappi istituzionali, scandali sessuali nulla hanno potuto, mentre la sciatteria di un sabato mattina all’Ufficio elettorale con la mancata presentazione della lista nei tempi previsti ha provocato un cataclisma. Il partito del “fare” ha mostrato per un attimo il suo vero volto, quello del partito del “non saper fare” e i suoi elettori ne sono rimasti sconvolti.

E’ anche per questo che Prodi ha vinto ben due elezioni contro Berlusconi: perchè lo ha sempre trattato come si merita, da incompetente.