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Allarme dell’Onu sul surriscaldamento del pianeta: se i Paesi industrializzati non ridurranno le emissioni di gas serra entro il 2050 di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990, sarà la catastrofe. Sono proprio i paesi ricchi, secondo l’Onu, i principali responsabili di questa situazione.

Nel rapporto si legge che “se ogni povero sul pianeta generasse le stesse emissioni di un europeo medio, servirebbero quattro pianeti per far fronte all’inquinamento”.

Usa e Ue hanno immediatamente rassicurato la comunità internazionale: “E’ nostro fermo impegno, nonchè nostra precisa responsabilità, fare in modo che questo tragico scenario non si trasformi in realtà. Faremo quindi ogni sforzo per evitare che i poveri del pianeta raggiungano i nostri livelli di emissione”.

P.S.: Fonti del Pentagono fanno inoltre sapere che due dei tre pianeti necessari sarebbero comunque già stati localizzati.

A Cesano Boscone, nell’hinterland milanese, c’è un posto magnifico. Si chiama Casa dell’Acqua, e l’ho sperimentata di persona. E’ un piccolo edificio con un mini portico, dove chiunque può andare a prendere acqua minerale di ottima qualità gratis. Ci sono tre erogatori (acqua gassata fredda, acqua naturale temperatura ambiente, acqua naturale fredda) da cui attingere per riempire le proprie bottiglie. Su Youtube ho trovato anche un video: guardare per credere.

La Casa sorge all’interno di un nuovo parco pubblico ed è circondata da panchine e posteggi per le bici.

Da quando la Casa è stata inaugurata, il parco e la via sono piene di gente a tutte le ore del giorno (e fino a sera inoltrata). E’ diventato un luogo di incontro e di socialità. Nessun atto vandalico, nessuna scritta sui muri. La gente rispetta un luogo che è evidentemente percepito come “luogo di tutti”, “cosa pubblica”.

Con un’unica iniziativa si raggiungono così molti risultati: diritto all’acqua garantito per tutti, nuovi spazi di socialità, un territorio che torna ad essere pacificamente invaso dalla popolazione e, quindi, diventa anche un luogo sicuro: molto meglio che erigere muri o militarizzare le piazze.

Oggi è il Blog Action Day, a cui Globali ha aderito.

Tema: L’ambiente.

Svolgimento:

Il sociologo inglese Anthony Giddens, verso la fine del suo saggio Le conseguenze della modernità, scrive: “Perchè la diffusione della ragione non ha prodotto un mondo soggetto alle nostre previsioni e al nostro controllo?”. Domanda più che legittima e, ad ascoltarla bene, stupefacente. Nel caso del lavoro (che è sempre più precario e discontinuo, caratterizzato da forme crescenti di sfruttamento), così come nel caso dell’equilibrio ambientale del pianeta: qualcosa non torna. Creiamo esseri umani da una cellula, spediamo robot su Marte, sviluppiamo format televisivi come l’Isola dei Famosi, scriviamo sms con un solo dito e con gli occhi bendati, i nostri messaggi percorrono migliaia di chilometri in frazioni di secondo, ma non riusciamo a estirpare schiavitù, sfruttamento, sopraffazione e non siamo in grado di occuparci del nostro pianeta.

La domanda da porsi allora forse è questa: “Il disastro ambientale a cui stiamo assistendo è davvero una conseguenza non voluta e fuori dal nostro controllo? Oppure le società che hanno prodotto questa situazione, molto più semplicemente, non avevano (non hanno) alcun interesse a tenere sotto controllo quella variabile? Il problema non riguarda solo politici, ambientalisti e scienziati. Riguarda ognuno di noi. Com’è che, ormai consapevoli dei danni forse irreparabili che il nostro sviluppo sta arrecando alla Terra, non sentiamo il bisogno impellente di cambiare i nostri stili di vita e il nostro modo di consumare?

Cos’è che ci rende così insensbili al disastro?

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Bloggers Unite - Blog Action Day

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