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Qualche settimana fa, a Milano, su un autobus. Il traffico del centro è più congestionato del solito a causa di una manifestazione di protesta di alcuni rifugiati politici e richiedenti asilo, sgomberati il giorno prima dalle loro abitazioni.

Una signora accanto a me inizia la litania: “Ecco, questi qui ora ci bloccano anche le strade! Vengono qui, e vogliono avere tutto, anche una casa! E agli italiani chi ci pensa?“. La signora raccoglie immediatamente consensi e cenni di approvazione da parte di altri passeggeri che producono una eco, anzi un’onda di frasi e mezze frasi di condanna per i manifestanti stranieri. In molti restano in silenzio. Io non resisto: “Signora, ma cosa sta dicendo? Sono rifugiati politici, scappano da guerre, persecuzioni e massacri. Il minimo che possiamo fare è garantire loro una casa“. La signora è un po’ stupita dalla mia reazione. Aveva detto una cosa di tale buon senso, talmente in voga e sulla bocca di tanti politici, quotidianamente ripetuta in talk show, programmi televisivi del mattino e del pomeriggio… Così mi ribatte un po’ imbarazzata: “Eh, sì, gliela daranno la casa… vedrà”. “Lo spero proprio”, concludo io.

Nessuno dei fan della signora ritiene di dover intervenire. Molti passeggeri mi lanciano uno sguardo di gratitudine e l’eco dei vari “agli italiani chi ci pensa” o “vengono qui e vogliono fare i padroni” si spegne in un istante.

Quella che è andata in scena, senza che lo avessi previsto, è stata una piccola battaglia, una lotta per il potere, anzi, per l’egemonia culturale. Detta in termini sociologici, per qualche secondo ho rotto la “spirale del silenzio”.

La teoria della spirale del silenzio fu sviluppata dalla sociologa tedesca Elisabeth Noelle-Neumann negli anni ’70 e spiega egregiamente perché la signora era tanto stupita dalla mia reazione…

Il tema è un po’ articolato, e rimando un breve approfondimento al prossimo post, in cui avanzerò anche un piccola proposta di resistenza civile.

Stile 1 – Silvio Berlusconi è stato assolto per l’ennesima volta in uno dei tanti processi ad orologeria celebrati contro di lui.

Stile 2 – Si è concluso con un’assoluzione piena il processo Sme contro Silvio Berlusconi.

Stile 3 – Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo Sme perchè il fatto contestato non costituisce reato.

Stile 4 – Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo Sme perchè il fatto contestato non costituisce più reato.

Stile 5 – Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di falso in bilancio. Tale reato è stato depenalizzato nel 2002.

Stile 6 – Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di falso in bilancio. Tale reato è stato depenalizzato nel 2002 dal governo di centrodestra.

Stile 7 – Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di falso in bilancio. Tale reato è stato depenalizzato nel 2002 dal governo Berlusconi. 

Stile 8 – Dopo essere stato indagato per falso in bilancio, Berlusconi, in qualità di capo del governo, fece approvare una legge per depenalizzare tale reato. In virtù di quella decisione presa dal premier Berlusconi, oggi il tribunale di Milano ha stabilito che l’imputato Berlusconi non è più condannabile.

Mi gettano nello sconforto le dichiarazioni di questi giorni di alcuni esponenti del centro sinistra, del Pd in particolare. Quando sento dire che “serve un governo istituzionale per fare la nuova legge elettorale” mi chiedo: ma è davvero la cosa più urgente? La risposta, ovviamente, è “no”. Perchè la cosa davvero urgente sarebbe un’altra: la legge sul conflitto di interessi e sul sistema radiotelevisivo.

Per l’ennesima volta il centro sinistra al governo non è stato in grado di farla. E per l’ennesima volta andremo alle elezioni non tanto con una legge elettorale pessima, quanto con un candidato alla presidenza del consiglio proprietario di mezzo sistema televisivo nazionale e con notevoli infiltrazioni nell’altra metà, come le cronache dei mesi scorsi ci hanno raccontato.

Quello che servirebbe, quindi, è un governo con un solo punto in programma, IL punto di programma per cui moltissime persone hanno votato l’Unione nel 2006: risolvere il conflitto di interessi.

Il fatto che a 14 anni dalla entrata in politica (anzi “discesa”, come la chiama lui) di Silvio Berlusconi chiedere di risolvere questo problema suoni pura provocazione e ipotesi di accademia è l’indice di come ci siamo ridotti.

In questo paese, infatti, ci sono solo due entità che non vogliono ammettere quanto sia urgente risolvere il conflitto di intressi: Berlusconi e i dirigenti del centro sinistra.

C’è chi non perde nè il pelo nè il vizio. Augusto “pinocchiet” Minzolini continua con i suoi retroscena fantapoliciti con l’apparente intento di creare dal nulla profezie senza capo nè coda, nella convinzione che il solo elaborarle possa anche farle avverare (ne parlai già qui e qui). Stiamo parlando sempre dell’ormai famoso “shopping di senatori dell’Unione”, ora al centro anche di un’inchiesta della magistratura.

Nell’articolo di oggi sulla Stampa il nostro Minzolini ci propina ancora le sue sbilenche certezze, riportando come fossero oro colato le dichiarazioni di Berlusconi: “Avevo trovato una decina di senatori che volevano votare contro. Ebbene sono stati pedinati e filmati mentre andavano a casa del leader dell’opposizione. Qualcuno è stato interrogato e intimidito dai pm, con interrogatori di 8 ore. Altri sono stati comprati dallo shopping del governo”. E aggiunge di suo pugno: “(Prodi, D’Alema e Napolitano vogliono) evitare in tutti i modi e con tutti gli strumenti la crisi di governo: l’inchiesta di Napoli nella testa del Cavaliere, ad esempio, ha avuto il solo scopo di intimidire gli scontenti del centro-sinistra, di impedirgli di buttare giù Prodi (…) E tra i consiglieri del Cavaliere c’è chi mette in evidenza un dato: questa storia parte dal palazzo della politica per poi arrivare a quello di giustizia, e non viceversa”.

Il nostro spaccia quindi per vera la ricostruzione del Cavaliere: il Capo aveva convinto una decina di senatori a passare con lui, ma poi forze oscure si sono mosse per rompergli le uova nel paniere. Peccato che sul Corriere di oggi ci sia un’intervista a uno dei dieci presunti transfughi, Pietro Fuda, in cui si legge: “Fuda racconta un episodio che gli è stato riferito da Antonino Randazzo, il senatore eletto in Australia che ha detto di essere stato avvicinato da emissari del centrodestra, persone che per saltare lo steccato gli avrebbero offerto fino a 2 milioni di euro: «Randazzo — racconta Fuda — mi ha detto che nelle intercettazioni in mano alla Procura di Napoli c’è una telefonata fra lui e un tipo di Forza Italia di cui adesso non ricordo il nome. Lui diceva in maniera netta che non aveva nessuna intenzione di passare dall’altra parte, di lasciarlo perdere. Bene, subito dopo quella stessa persona chiama un altro di Forza Italia e gli annuncia che Randazzo è pronto a tradire. La spallata era solo un loro sogno, un sogno costruito sul nulla».

Ecco fatto. Se prendiamo per veritiere queste dichiarazioni, si disegna il seguente quadro: Forza Italia tenta di comprare a suon di promesse e (forse) di milioni alcuni senatori del centro sinistra. Questi declinano l’offerta, ma la gran cassa propagandista deve far trapelare l’informazione opposta, cioè “in molti stanno tradendo” con l’obiettivo, immagino, di convincere gli indecisi. In questo quadro, giornalisti come Minzolini si trasformano in strumento (consapevole o meno non mi interessa) di questa propaganda, veicolando informazioni non veritiere senza sentire il minimo bisogno di verificarle.

Questo andazzo continua ancora oggi, anche se ormai sfiora il ridicolo. Basta leggere una delle frasi conclusive dell’articolo di Agusto “Pinocchiet” riferite all’uomo che nel giro di un mese ha sciolto un partito, ne ha fondato uno nuovo, lo ha sciolto dopo un giorno, ha quindi creato una federazione, ha appoggiato il maggioritario e, dopo poche ore, è diventato proporzionalista, ha dichiarato che l’unica cosa che voleva erano elezioni subito per poi dichiararsi favorevole al dialogo con la maggioranza: “Chi, invece, ha le idee chiare è Berlusconi”.

Non voglio fare quello che “ve l’avevo detto“, ma le ultime incredibili retromarce di Berlusconi in tema di Parito delle Libertà (per chi non lo sapesse: Forza Italia non si scioglie più, il nuovo partito è un contenitore in cui può entrare chi vuole mantenendo il proprio nome e la propria struttura) e di impianto istituzionale (il bipolarismo non è più da archiviare, il modello tedesco non gli piace più, ora preferisce lo spagnolo) mi fanno pensare a una cosa sola: nessuno lo stava seguendo, nè in Forza Italia nè tra gli alleati. Questa mossa serve a correre ai ripari sperando che qualcuno si lasci sedurre.

Peccato che solo qualche giorno fa alcuni giornalisti “ben informati” parlavano di campagna acquisti tra esponenti di An e Udc, che stavano facendo la coda per entrare nel nuovo partito del Cavaliere e ancora oggi insistono, sostenendo che addirittura esponenti della Margherita sarebbero in marcia verso il trionfale progetto del Berlusconi.

Dopo aver “previsto” che orde di senatori dell’Unione avrebbero votato contro la finanziaria e dopo aver “previsto” una migrazione di massa da An e Udc (ma sì, anche dalla Margherita, crepi l’avarizia!) verso l’ectoplasma chiamato Partito delle Libertà, a questi “beninformatori” che non sanno nulla, a questi nostradamus delle libertà non resta che correre dal “Dottore” a farsi raccontare la prossima profezia da diffondere ad arte…

La quale, azzardo, potrebbe essere (tra qualche settimana, da metà dicembre in poi), la seguente: “Ci sono molti parlamentari dell’Unione a cui non piace la legge Gentiloni sul riordino delle tv e minacciano di non votarla”.

Se ho ragione, La Stampa dovrebbe licenziare Minzolini e assumere Globali. 😉

Oggi Repubblica ha pubblicato delle intercettazioni piuttosto sconvolgenti che svelano l’esistenza di un patto Rai-Mediaset. Dirigenti di primissimo piano di Rai e Mediaset che concordano i palinsesti; direttori di Tg teoricamente concorrenti che si mettono d’accordo su come dare le notizie, su come minimizzare la pesantissima sconfitta elettorale di Berlusconi del 2005; giornalisti simbolo della Rai che garantiscono conduzioni “amiche”.

Molti di quei dirigenti e di quei direttori sono ancora al loro posto e nulla lascia pensare che abbiano cambiato atteggiamento. E se in primavera si andasse a votare, sarebbero ancora loro a condurre il gioco. Hanno fatto bene quanti, nel centro sinistra, oggi hanno sottolineato l’urgenza di fare le benedette leggi sul sistema radiotelevisivo e sul conflitto di interessi.

Non è che la “benevolenza” di alcuni tg e trasmissioni Rai all’epoca del governo Berlusconi non si fosse notata, ma fa impressione vedere quanto il controllo sui mass media sia minuzioso, entri nel dettaglio. Si concordano inquadrature, si individuano i momenti opportuni in cui citare tizio o caio, a che ora dare o non dare alcuni dati. (E ci sono ancora quelli che sostengono che le televisioni non influenzano i comportamenti degli elettori…).

Ma non è finita. Scoppiato questo scandalo clamoroso che terremota la quasi totalità del sistema televisivo nazionale, stasera i due principali programmi di approfondimento politico italiani (Porta a Porta e Matrix) secondo voi che argomento avranno affrontato? Pensate che si siano sentiti in dovere di spiegare questa intricata vicenda al loro pubblico, facendo il loro lavoro di informatori? No. Entrambi hanno ritenuto particolarmente urgente approfondire un tema di importanza cruciale per le sorti del nostro paese: l’omicidio di Perugia di Meredith Kercher. (E anche quelli che pesano che l’invasione della cronaca nera sui nostri tg sia un fatto “innocente” potranno rivedere le loro posizioni).

Così sul mega schermo di Porta a Porta stasera campeggiava la scritta “LE BUGIE DI AMANDA”. Per le bugie di qualcun altro, presente in studio, aspettiamo il prossimo palinsesto.

Stato civile…

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