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Con il Partito Democratico vogliamo dare stabilità e forza al Governo Prodi e alla maggioranza di centrosinistra.
(Piero Fassino, Lettera agli iscritti DS, 3 ottobre 2007) 

Il Governo Prodi è caduto. Un caloroso grazie al Partito Democratico e al suo illuminato leader Walter Veltroni per essere riusciti dove l’opposizione berlusconiana aveva fallito per mesi e mesi di inutili spallate.

Ora Veltroni dice che le elezioni anticipate sarebbero la scelta peggiore: non ci poteva pensare prima di mandare in pezzi la coalizione? Non ci poteva pensare prima di dichiarare “il PD correrà da solo con qualsiasi legge elettorale” nel giorno in cui l’Udeur annunciava l’appoggio esterno?

Il PD non era mica nato con l’intento di rafforzare il governo e stabilizzare il quadro politico? Se un gruppo dirigente fallisce due obiettivi su due non dovrebbe scusarsi e poi dimettersi?

Di Dini e Mastella non voglio parlare: hanno dimostrato che anche l’atomo si può scindere. 

Dimenticavo: la mozione di sfiducia contro Cuffaro è stata bocciata.

Prodi si è dimesso, Cuffaro resta al suo posto.

Che grande Paese, l’Italia.

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Stralci di un’intervista a Lamberto Dini da La Stampa di oggi… Anche se non sembra, giuro che sono tratti dalla STESSA intervista, rilasciata lo stesso giorno, allo stesso giornalista, dalla stessa persona (il Dini)! 

(…) in molti dal centrosinistra le chiedono di dimettersi, per queste sue prese di posizione.
«E’ il governo che ha perso il consenso dei cittadini a doversi dimettere. Sono i governi che si dimettono, non i parlamentari.

(…) Dunque lei farà cadere il governo Prodi?
«Io non voglio far cadere Prodi, voglio bonificare la sua azione politica.

(… ) Il 22 gennaio voterà la fiducia a Tommaso Padoa-Schioppa?
«La voterò, ma solo perché a dover essere sfiduciato è Prodi, non il ministro dell’Economia».

Voi cosa avete capito?

“Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane indicheremo quali sono le misure di cui il Paese ha bisogno per riprendere il suo cammino e superare il declino.” (Lamberto Dini, 26/12/07)

E io che pensavo che Dini si fosse presentato alle elezioni con il centrosinistra sottoscrivendo il programma dell’Unione…

Comunque, ecco un’anticipazione delle misure di Dini:

  • zero, come il numero che precede la virgola nella percentuale di consensi che ha nel paese;
  • 2 anni e 4 mesi, come la condanna inflitta a sua moglie per il crac della Sidema;
  • 22 milioni di euro, come l’ammontare del crac di cui sopra;
  • 10/05/1994, come la data di inizio del suo dicastero nel primo governo Berlusconi;
  • 17/01/1995, come la data di inizio del suo governo “istituzionale” post-Berlusconi;
  • 17/05/1996, come la data di inizio del suo dicastero nel primo governo Prodi;
  • infinte, come le volte cha ha ricattato la maggioranza di cui fa parte e in cui, visti i precedenti, è stato preso sul serio;
  • 5, come il numero dei membri del suo “partito”;
  • 350 mila, come i voti del flop avuto dal suo Rinnovamento Italiano alle elezioni europee del 1999;
  • 2, come le palle che ci ha fatto questo personaggio buono per tutte le stagioni e per tutti i governi.

Voto storico all’Onu: la terza commissione ha approvato la Risoluzione sulla moratoria della pena di morte voluta dall’Italia e attorno a cui l’Italia ha saputo costruire un largo e compatto consenso.

Dini e Bordon hanno comunque dichiarato che si riservano di considerare conclusa l’esperienza dell’Onu.

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